Giordania: la popolazione rischia di rimanere senza pane

Pubblicato il 15 maggio 2020 alle 14:57 in Giordania Medio Oriente

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Il governo giordano ha in programma di tagliare i sussidi per il pane, in un’ottica di spending review volta a limitare l’impatto del Covid-19 per l’economia del Paese.

Secondo quanto riferito dal quotidiano arabo al-Araby al-Jadeed, il 15 maggio, il governo giordano si sta preparando ad eliminare i sussidi per il pane destinati alle famiglie povere e a basso reddito, a partire dal 2020, vista la mancanza di fondi necessari, prosciugati a seguito dello scoppio della pandemia di coronavirus e delle gravi perdite subite nel mese di marzo. Una tale misura, non ancora confermata, è stata rivelata nella sera del 14 maggio dalla ministra per lo Sviluppo sociale, Basma Ishaqat, la quale ha dichiarato che, visto il blocco delle attività economiche per circa due mesi e mezzo, l’esecutivo di Amman si ritrova ad affrontare una situazione economica complessa.

Ciò rende difficile l’erogazione dei sussidi per il pane alle persone che ne hanno fatto richiesta, il cui pagamento era previsto per il 25 aprile, ma è stato successivamente rinviato. Rispetto al 2019, il governo è stato costretto a ridurre del 25,7% i fondi destinati a tale tipo di assistenza economica. La quota stanziata è passata da 246,7 milioni di dollari a 183,3 milioni. Tuttavia, è stato riferito dalla ministra, il Regno hashemita ha iniziato a stanziare aiuti finanziari a un gran numero di famiglie bisognose, per far fronte alle difficili condizioni economiche attuali. In particolare, è stata soddisfatta la richiesta di circa 188.000 famiglie di lavoratori, su un totale di 416.000 domande presentate.

In precedenza, il direttore generale del National Aid Fund giordano, Omar Al-Mashagbeh, aveva affermato che più di un milione di famiglie avrebbe beneficiato dei sussidi per il pane, ovvero tra 4.5 e 5 milioni di persone con un reddito familiare minore a 1.400 dollari al mese. Un economista, Hossam Ayesh, ha dichiarato ad al-Araby al-Jadeed che il governo giordano dovrebbe riflettere attentamente prima di attuare una misura simile, che potrebbe aggravare ulteriormente la situazione interna del Regno hashemita. La popolazione giordana, secondo quanto affermato, già prima della diffusione di Covid-19 faceva fronte a condizioni economiche difficili, e queste sono state ulteriormente esacerbate dall’emergenza coronavirus, che ha causato altresì un aumento del tasso di disoccupazione. Pertanto, l’abolizione dei sussidi per il pane, oltre a peggiorare le condizioni di vita, potrebbe spingere il popolo giordano a scendere in piazza a protestare.

Secondo quanto riferito da alcuni funzionari, la crisi da coronavirus ha richiesto e richiederà l’impiego di 14 miliardi per il 2020, con lo scopo di attuare un piano, definito ambizioso, che mira a favorire una crescita lenta e ad incoraggiare gli investimenti. Tuttavia, il Regno, ancor prima dell’emergenza, era caratterizzato da un’economia fragile. Secondo gli ultimi dati ufficiali, l’economia giordana sta assistendo, da anni, al calo del tasso di crescita, rimasto al di sotto del 2%. A questo si accompagna l’aumento del tasso di disoccupazione, pari a circa il 19,5%, e un indice di povertà del 15,7%, che equivale a 1.069 milioni di cittadini. Il quadro economico del Regno vedeva, inizialmente, un bilancio statale per il 2020 pari a 13.83 miliardi di dollari, con un deficit stimato a circa 1.76 miliardi di dollari.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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