Argentina: inflazione al minimo durante la quarantena

Pubblicato il 15 maggio 2020 alle 9:49 in America Latina Argentina

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Il tasso d’inflazione mensile in Argentina ad aprile ha raggiunto il livello più basso degli ultimi 29 mesi, in concomitanza con al quarantena per la pandemia di coronavirus per via della quale l’attività economica si è fermata.

I prezzi al consumo in quella che è la seconda economia sudamericana sono aumentati dell’1,5% ad aprile rispetto a marzo, con un calo significativo rispetto al precedente dato mensile, del 3,3%. Un anno fa, l’inflazione era del 45,6%. Ha rallentato nonostante le misure di stimolo economico del governo che hanno notevolmente aumentato la quantità di denaro nel sistema finanziario sin dall’inizio della quarantena.

L’aumento dei prezzi ad aprile è quindi il più basso da novembre 2017, quando l’inflazione si è attestata all’1,2%.

Il cibo e le bevande hanno registrato gli aumenti più alti il mese scorso, con una crescita dei prezzi del 3,2% rispetto ad aprile 2019, trainati da aumenti di frutta, verdura, tuberi e legumi.

Vi sono stati anche aumenti dei settori della ricreazione e della cultura (2,3%), abbigliamento e calzature (1,5%), ristoranti e alberghi (1,5%), bevande alcoliche e tabacco (1,4%) e trasporti (1,3%).

L’inflazione accumulata tra gennaio e aprile 2020 è del 9,4%.

Durante questo periodo, il settore con gli aumenti più alti è stato quello legato all’istruzione e alla formaizione (18%), seguito dal cibo e dalle bevande analcoliche (15,2%), la ricreazione e la cultura (12,5%) e ristoranti e hotel (11,3%).

Per quanto riguarda l’inflazione su base annua, pari al 45,6%, ciò è stato principalmente guidato dall’aumento nel settore salute (55,1%), in quello alimentare (52,2%), della ricreazione e della cultura (50,1%), delle attrezzature per la manutenzione della casa (50%).

I nuovi numeri osservati dall’Istituto nazionale di statistica e censo (Indec) rifletto un rallentamento dell’inflazione, che aveva raggiunto il picco a maggio 2019, quando ha superato il 57% su base annua.

Il presidente Alberto Fernández ha decretato una quarantena in tutto il paese il 20 marzo scorso, finora aprile è l’unico mese che riflette il pieno impatto economico della quarantena, ancora in corso, seppur con un alleggerimento di alcune misure restrittive. L’attività economica argentina è crollata nel mese di aprile: le entrate fiscali del governo sono diminuite da marzo e sono aumentate solo del 12% rispetto allo scorso anno, ben al di sotto dell’inflazione annuale.

La quarantena ha anche influenzato il modo in cui l’istituto statistico argentino ha raccolto dati. È stato solo in grado di condurre sondaggi telefonici, e-mail e online, invece che le tradizionali interviste di persona. Non è chiaro quanto il cambiamento nella metodologia abbia influito sui dati.

Un altro fattore chiave che influenza i dati è che il governo Fernández ha congelato il prezzo di servizi pubblici come gas ed elettricità. Ha inoltre bloccato gli aumenti di prezzo su 2.300 prodotti che ritiene essenziali, in particolare alimentari.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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