Afghanistan: vicina nuova data dei colloqui tra governo e talebani

Pubblicato il 15 maggio 2020 alle 18:26 in Afghanistan Asia

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Una nuova data per i colloqui di pace intra-afghani è attualmente in discussione e gli Stati Uniti confidano nella formazione di un governo inclusivo. È quanto ha affermato, venerdì 15 marzo, il rappresentante speciale degli Stati Uniti per l’Afghanistan, Zalmay Khalilzad, il quale, durante una videoconferenza con i giornalisti, ha sottolineato che sarebbe meglio se i colloqui riprendessero mentre c’è ancora una significativa presenza militare americana in Afghanistan. Linviato ha poi dichiarato che presto tornerà in Afghanistan per sollecitare una sistematica riduzione della violenza e spingere per la liberazione dei prigionieri. Il contesto internazionale dominato dalla pandemia e i disaccordi sulla composizione del governo hanno contribuito a ritardare i colloqui, che dovevano iniziare il 10 marzo.

Il 6 maggio, Khalilzad aveva incontrato il vice leader dei talebani, il mullah Abdul Ghani Baradar, in Qatar, per discutere della liberazione dei prigionieri, dei colloqui intra-afghani e dell’accordo di pace con gli USA. Khalilzad e Baradar hanno firmato uno storico accordo di pace il 29 febbraio, a Doha. L’intesa prevedeva, tra le altre cose, che i talebani rilasciassero 1.000 prigionieri del governo e che il governo afghano liberasse 5.000 prigionieri talebani prima dei colloqui di pace, che dovevano iniziare il 10 marzo. Tuttavia, si sono verificati una serie di scontri sul ritmo e l’importanza delle liberazioni, che hanno contribuito a ritardare i colloqui.

Questi incontri arrivano dopo che i talebani hanno respinto una richiesta del governo afghano di concordare un cessate il fuoco per il mese sacro del Ramadan, affermando che una tregua non sarebbe “razionale” in questo momento. Il presidente, Ashraf Ghani, aveva lanciato appello al gruppo armato islamista, chiedendo di deporre le armi durante il Ramadan, iniziato il 24 aprile, per consentire alle autorità di concentrarsi sulla lotta alla pandemia di coronavirus. In un tweet pubblicato la sera del 23 aprile, il portavoce talebano, Suhail Shaheen, aveva risposto che un cessate il fuoco sarebbe stato possibile solo se il processo di pace fosse stato attuato “pienamente”. “Chiedere una tregua non è razionale e convincente”, aveva scritto Shaheen.

Da decenni, l’Afghanistan è caratterizzato da una profonda instabilità politica. In seguito al crollo del regime sovietico, i talebani si sono affermati come gruppo dominante e, alla fine di una sanguinosa guerra civile tra diversi gruppi locali, hanno governato gran parte dell’Afghanistan dal 1996. A seguito dell’invasione USA del 2001 e dell’intervento della NATO nell’agosto 2003, i talebani sono tornati a essere attivi e a compiere numerose offensive per destabilizzare il Paese. Con una serie di attacchi alle attuali istituzioni afghane, le milizie talebane tentano di riprendere il controllo del governo. Gli Stati Uniti avevano iniziato a ritirare le loro truppe dall’Afghanistan, il 10 marzo, a seguito dello storico accordo tra talebani e rappresentanti statunitensi firmato a Doha, in Qatar, il 29 febbraio.

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Chiara Gentili

di Redazione

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