Sierra Leone: crollano le esportazioni di minerali, economia a rischio

Pubblicato il 14 maggio 2020 alle 19:06 in Africa Sierra Leone

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La Sierra Leone sta affrontando una drammatica crisi delle entrate minerarie, poiché le restrizioni dovute al Covid-19 hanno danneggiato la capacità delle aziende di esportare oro e diamanti e di accedere alle forniture essenziali. I ricavi delle miniere sono scesi da 2,24 milioni di dollari, nell’aprile 2019, a soli 0,33 milioni, nell’aprile 2020, un calo dell’85% su base annua, secondo i dati del Ministero delle Miniere resi noti dallagenzia di stampa Reuters.

L’attività mineraria rappresenta oltre l’80% delle entrate del Paese derivanti dalle esportazioni, generando gran parte delle sue riserve di valuta estera. “Questo significa un grosso problema per la Sierra Leone”, ha dichiarato il ministro delle Miniere, Foday Rado Yokie, mercoledì 13 maggio. “Preghiamo che le cose ricomincino nei prossimi mesi perché questo calo è completamente debilitante per la nostra economia”, ha aggiunto.

Le esportazioni di oro e diamanti sono ferme dal 21 marzo, quando la Sierra Leone ha sospeso tutto il traffico aereo nel tentativo di rallentare la diffusione del coronavirus. In particolare, le esportazioni della Dayu Mining, di proprietà cinese, che gestisce la più grande miniera d’oro del Paese, sono in standby da più di tre settimane, secondo quanto dichiarato da, Mohammed Daffae, responsabile delle pubbliche relazioni della società. Dayu Mining, che di solito spedisce oro per via aerea, ha inizialmente tentato di esportare via mare ma, nelle trafficate, almeno tre contenitori di concentrato d’oro hanno rischiato di andare dispersi. Da allora, la compagnia ha sospeso completamente la produzione poiché le interruzioni della catena di approvvigionamento hanno ostacolato l’accesso ai pezzi di ricambio e ad altre forniture necessarie per la manutenzione, rendendo inutilizzabile gran parte delle sue attrezzature di scavo. “Se le cose continuano in questo modo, dovremo iniziare a prendere alcune decisioni davvero difficili”, ha affermato Daffae, sottolineando che la frustrazione sta crescendo nella comunità che ospita la miniera, con oltre 300 dipendenti locali licenziati e diversi progetti di sviluppo locale sospesi. Il COVID-19 e il forte calo dei prezzi dei diamanti hanno indotto gli investitori a evitare progetti in Sierra Leone.

Il Paese dell’Africa occidentale, ex colonia britannica, è stato protagonista di una sanguinosa guerra civile, dal 1991 al 2002, che ha causato la morte di almeno 50.000 persone. Nonostante negli ultimi anni l’economia locale sia cresciuta, la Sierra Leone continua a risentire dei danni del lungo conflitto civile. Le vaste risorse minerarie di cui dispone il Paese, soprattutto diamanti, hanno sollecitato la diffusione del traffico di pietre preziose. Tali attività illegali contribuiscono ad alimentare l’instabilità della Sierra Leone, la quale è spesso soggetta a catastrofi naturali.

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Chiara Gentili

di Redazione

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