Scontri alla frontiera tra Tagikistan e Kirghizistan

Pubblicato il 14 maggio 2020 alle 13:04 in Kirghizistan Tajikistan

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Nuovi incidenti tra residenti dei villaggi lungo il confine tra Kirghizistan e Tagikistan hanno provocato uno scontro a fuoco tra le forze armate delle due repubbliche ex-sovietiche.

Il servizio di frontiera del Kirghizistan ha riferito che sono scoppiati incidenti tra i residenti dei villaggi di frontiera lo scorso 8 maggio nell’area del distretto di Chek, nella regione di Batken, in Kirghizistan, a causa di dispute sull’uso di terreni agricoli.

Il confine nell’area non è segnato, ma si dice che i campi in questione siano stati utilizzati principalmente dai cittadini kirghisi. L’agenzia statale tagika Khovar, tuttavia, ha citato il servizio di frontiera del proprio Paese affermando che i kirghisi stavano cercando di impadronirsi di 40.000 metri quadrati (10 acri) di terra appartenente al Tagikistan.

Una discussione tra contadini si è intensificata, trasformandosi in uno scontro con decine di persone coinvolte. Secondo quanto riferito, qualcuno ha sparato con un’arma da caccia.

Le autorità del Kirghizistan accusano il Tagikistan di adottare una forza eccessiva nel tentativo di reprimere i disordini. “Per prevenire l’escalation del conflitto, le guardie di frontiera del Kirghizistan e del Tagikistan hanno sparato in aria diversi colpi di avvertimento e dopo qualche tempo la situazione è stata riportata sotto controllo” – ha riferito il servizio di frontiera kirghiso.

Tuttavia, qualche ora dopo, il servizio di frontiera tagiko, che come il suo omologo kirghiso opera sotto gli auspici dei servizi di sicurezza, ha sparato colpi di mortaio, facendo volare proiettili in direzione dei cittadini kirghisi e del personale di frontiera, accusa il Kirghizistan. Tre militari kirghisi sono stati ricoverati in ospedale per curare le ferite, hanno riferito i funzionari del governo di Bishkek.

La versione tagika è diversa. Il servizio di frontiera di Dushanbe afferma che le truppe kirghise hanno sparato direttamente contro cittadini tagiki disarmati, ferendone due.

Secondo il servizio di frontiera tagiko, i soldati kirghisi hanno trascurato di provare a prendere il controllo della situazione e  hanno invece iniziato a sparare contro civili disarmati. Di conseguenza, due contadini sono rimasti gravemente feriti.

 

A partire dalle prime ore del 9 maggio, le tensioni sembrano essere diminuite a seguito dell’inizio di una trattativa tra le autorità dei due Paesi.

Tali conflitti e le successive escalation sono diventati parte ricorrente della vita in alcune parti del confine tra Tagikistan e Kirghizistan. Scontri simili nel villaggio kirghiso di Kok-Tash hanno portato all’evacuazione di 250 persone per motivi di sicurezza lo scorso gennaio.

A luglio 2019 un incontro tra i leader di Kirghizistan e Tagikistan, Sooronbai Jeenbekov ed Emomali Rahmon, nei pressi di un’area di confine contestata, era stato interpretato come gesto che sembrava presagire un accordo per porre fine a una disputa ininterrotta sin dallo scioglimento dell’Unione Sovietica.

I successivi colloqui sulla delimitazione dei confini, tuttavia, non hanno avuto il risultato desiderato, sebbene siano state messe in atto alcune correzioni tecniche. Ad aprile, entrambi i governi in uno sforzo congiunto hanno installato telecamere di videosorveglianza in alcune aree delle regioni contestate in modo da poter effettuare una valutazione più chiara dei conflitti transfrontalieri.

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Italo Cosentino, interprete di russo

di Redazione