Gli Stati Uniti includono Cuba nella lista di paesi che non cooperano contro il terrorismo

Pubblicato il 14 maggio 2020 alle 7:56 in Cuba USA e Canada

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Il Dipartimento di Stato americano ha annunciato mercoledì 13 maggio di aver incluso Cuba nella sua lista di paesi che “non cooperano pienamente” con gli Stati Uniti nella lotta contro il terrorismo, una misura che vieta la vendita di armi all’isola e che colpisce anche Venezuela, Iran, Siria e Corea del Nord .

Questa è la prima volta che Cuba appare in tale lista dal 2015 , quando il governo dell’allora presidente Barack Obama ha rimosso l’isola dalla sua lista di stati che sponsorizzano il terrorismo, nel contesto del processo di riavvicinamento tra Washington e L’Avana.

Questo è il primo anno dal 2015 che Cuba è stata certificata come Paese che non collabora pienamente con gli Stati Uniti come stabilito dalla legge sul controllo delle esportazioni di armi, spiega il Dipartimento di Stato in una nota.

La misura “proibisce la vendita o la licenza di esportazione di beni e servizi di difesa e notifica al pubblico e alla comunità internazionale che questi paesi non collaborano pienamente con gli sforzi antiterrorismo statunitensi” – afferma la nota.

L’annuncio arriva in un momento di forti tensioni tra gli Stati Uniti e Cuba, e dopo diversi mesi di minacce dalla Casa Bianca su una possibile inclusione di Cuba nell’elenco degli stati sponsor del terrorismo che il Dipartimento di Stato prepara ogni anno.

La misura sembra essere un ulteriore passo che potrebbe portare all’inclusione di Cuba in quell’elenco di stati sponsor, sebbene il Dipartimento di Stato non abbia ancora affrontato la questione.

La giustificazione addotta dal Dipartimento di Stato per affermare che Cuba “non collabora pienamente” con gli Stati Uniti è legata con la presenza sull’isola di membri della guerriglia colombiana dell’Esercito di liberazione nazionale (ELN), che hanno viaggiato lì per negoziati di pace -avviati nel 2016 e interrotti nel 2019- ed “erano ancora a Cuba dopo il fallimento dei negoziati”, indica la nota.

“Citando i protocolli di negoziazione della pace, Cuba ha respinto la richiesta della Colombia di estradare dieci leader dell’ELN che vivono all’Avana dopo che il gruppo ha rivendicato la responsabilità dell’attacco del 2019 a un’accademia di polizia a Bogotà, che ha ucciso 22 persone e ne ha ferite più di 60” – riferisce il Dipartimento di Stato, che conclude: “Poiché gli Stati Uniti mantengono un’alleanza duratura con la Colombia e condividono con loro l’importante obiettivo antiterroristico di combattere organizzazioni come l’ELN, il rifiuto di Cuba di negoziare in modo produttivo con il governo colombiano dimostra che non collabora con gli Stati Uniti per sostenere la Colombia”. 

La nota indica anche che Cuba “è rifugio di diversi latitanti, la cui estradizione è richiesta con l’accusa di violenza politica” e cita come esempio Joanne Chesimard, che è nella lista dei terroristi più ricercati dell’FBI per omicidio un agente nel New Jersey nel 1973.

Il governo cubano ha condannato la decisione statunitense e ha affermato che Cuba è “vittima” del terrorismo “organizzato, finanziato ed eseguito” da Washington.

“Cuba è una vittima del terrorismo. C’è una lunga storia di atti terroristici commessi dal governo degli Stati Uniti contro Cuba” – ha scritto su Twitter Carlos Fernández de Cossío, direttore del dipartimento per le relazioni con gli Stati Uniti del Ministero degli Esteri cubano. Fernández de Cossio ha sottolineato la complicità del governo di Washington con terroristi quali Luis Posada Carriles, responsabile dell’attentato sul volo 455 di Cubana de Aviación, che costò la vita a 73 persone il 6 ottobre 1976, e dell’attentato all’Hotel Copacabana del 4 settembre 1997, in cui morì l’imprenditore italiano Fabio Di Celmo.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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