Niger: 75 militanti di Boko Haram uccisi in operazioni antiterrorismo

Pubblicato il 13 maggio 2020 alle 20:06 in Africa Niger

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Lesercito del Niger e le forze alleate dei Paesi vicini hanno ucciso 75 ribelli di Boko Haram in una serie di operazioni antiterrorismo condotte da inizio settimana. I ribelli sono stati colpiti nella regione al confine tra Niger, Nigeria e Ciad, secondo quanto specificato dal Ministero della Difesa del Niger, mercoledì 13 maggio. Le operazioni sono iniziate lunedì 11, dopo una serie di attacchi di Boko Haram contro alcune posizioni militari nei pressi della città di Diffa, al confine sudorientale del Paese. Il Ministero ha poi precisato che 25 ribelli sono stati uccisi in combattimenti avvenuti a circa 75 km da Diffa mentre altri 50 sono stati eliminati in attacchi aerei da parte delle forze congiunte nigerine, nigeriane e ciadiane nell’area del Lago Ciad. Diverse armi sono state sequestrate e una base logistica utilizzata dagli insorti per nascondersi e organizzare gli attacchi è stata distrutta.

Boko Haram è un gruppo fondamentalista nigeriano che, da quando ha avviato le proprie offensive, nel 2009, ha ucciso più di 35.000 persone e costretto circa 2,6 milioni di cittadini ad abbandonare le proprie case. Durante i loro assalti, i militanti dell’organizzazione rapiscono spesso donne e bambini per arruolarli e costringerli a compiere attentati suicidi. La rivolta, cominciata nel Nord-Est della Nigeria, si è allargata fino a coinvolgere, Camerun, Niger e Ciad, causando una grave crisi umanitaria in tutta la regione. Per combattere i ribelli, i quattro Stati hanno istituito, nell’aprile 2012, una Task Force multinazionale congiunta (MNJTF).Lorganizzazione è particolarmente attiva nella zona del Lago Ciad, dove i militanti continuano a uccidere civili e a distruggere le abitazioni locali. La violenza dei terroristi ha contribuito ad aumentare il numero di sfollati interni, peggiorando nettamente le condizioni di vita degli abitanti della regione. Diffa si trova in uno stato di emergenza da almeno 5 anni, ovvero da quando Boko Haram ha lanciato una vera e propria insurrezione islamista nella regione, nel febbraio 2015. 

Il 9 gennaio, si è verificato in Niger uno degli attentati più letali nella storia del Paese. Circa 89 soldati sono rimasti uccisi in un attacco compiuto a Chinagodrar, una città situata circa 200 km a Nord della capitale, Niamey. In tale area, l’esercito nigeriano si sta scontrando con alcuni gruppi islamisti, legati ad Al-Qaeda e allo Stato Islamico, che controllano il territorio settentrionale del Paese e cercano di ricacciare le forze armate nazionali oltre la frontiera occidentale con il Mali. Nonostante gli sforzi della coalizione di Paesi africani per fermarli, gli attacchi in Niger continuano ad aumentare, con un bilancio delle vittime sempre maggiore. 

Per comprendere perché Niamey sia così esposta al terrorismo, occorre ricordare che, da quasi 60 anni, il Paese vive una situazione di instabilità economica, politica e sociale. Il 3 agosto 1960, il Niger si è reso indipendente dal dominio coloniale francese e, da allora, la strategia adottata dai governi nazionali si è concentrata sulla modernizzazione dell’economia, puntando, in particolare, sullo sfruttamento delle risorse petrolifere e minerarie. Nonostante gli sforzi, il Niger continua a essere uno dei Paesi più poveri del mondo, secondo le Nazioni Unite. 

Inoltre, dal momento che i confini del Niger sono scarsamente controllati, vengono attraversati facilmente dai gruppi terroristici. Le aree di frontiera tra Niger, Burkina Faso e Mali sono particolarmente pericolose e sono spesso teatro di attacchi da parte di gruppi estremisti. Il Country Report on Terrorism 2018 riferisce che, nello specifico, in Niger sono attive organizzazioni estremiste come Boko Haram, il Movimento per l’Unicità e il Jihad nell’Africa occidentale (MUJAO), l’ISIS del Grande Sahara (ISIS-GS), ISIS dell’Africa occidentale (ISIS-WA), Jama’at al-Nusrat al-Islam wal-Muslimin (JNIM), al-Mourabitoun, Ansar al-Dine e l’affiliato Fronte di Liberazione Macina. 

Leggi Sicurezza Internazionale, il solo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Chiara Gentili

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.