NATO: allerta di ex generali sul ritiro USA dal trattato con la Russia

Pubblicato il 13 maggio 2020 alle 11:11 in NATO Russia

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Un gruppo di ex generali della NATO ha rilasciato un comunicato ufficiale, con cui si invita l’Europa a prepararsi al possibile ritiro degli Stati Uniti dal Trattato sui Cieli Aperti (Open Skies Treaty), siglato nel 1992 ma entrato in vigore il 1° gennaio 2002, firmato da 34 Stati, tra cui la Russia. 

Nello specifico, secondo quanto rivelato dal Guardian, martedì 12 maggio, il comunicato congiunto è stato firmato da 16 ex generali, ministri della Difesa e comandanti della NATO, coordinati dall’European Leadership Network. Tra i firmatari vi sono anche l’ex Capo di Stato Maggiore della Difesa del Regno Unito, il generale David Richards, l’ex Capo di Stato Maggiore tedesco, il generale Klaus Naumann, e l’ex comandante delle Forze dell’Aviazione della Francia, il generale Bernard Norlain 

All’interno del documento, più nel dettaglio, i 16 firmatari chiedono agli Stati Uniti di non ritirarsi dal Trattato sui Cieli Aperti, invitando altresì l’Europa, indicata come principale svantaggiata dall’eventuale ritiro di Washington, a prepararsi a tale eventualità.  

In particolare, il trattato sui Cieli Aperti (Open Skies Treaty) è stato siglato a Helsinki il 24 marzo 1992 e, attualmente, conta 34 Paesi firmatari. La Russia ha ratificato il documento nel maggio 2001. In base a quanto sancito dal Trattato, i Paesi hanno la possibilità di condurre voli di ricognizione controllati, ovvero in presenza di personale di altri Stati, al fine di raccogliere informazioni circa le attività militari degli altri Paesi firmatari. Gli esperti a bordo degli aerei vengono sempre scortati da funzionari locali che verificano il rispetto rigoroso dei parametri di volo concordati e l’utilizzo delle attrezzature conformemente alle disposizioni del Trattato. In tale contesto, il documento è considerato un elemento di riduzione del rischio dello scoppio di un conflitto in caso di errori di calcolo. 

Tuttavia, rivela il Guardian, il segretario della Difesa degli Stati Uniti, Mark Esper, e il segretario di Stato, Mike Pompeo, sembrano determinati a ottenere il ritiro di Washington dal trattato. Ciò deriva dalle accuse degli Stati Uniti contro la Russiaritenuta colpevole di aver ripetutamente infranto quanto sancito dal trattato, limitando i sorvoli sulla enclave russa nei Paesi Baltici, Kaliningrad, e creando un corridoio presso i confini con l’Abkhazia e l’Ossezia del Sud, regioni della Georgia proclamate indipendenti e considerate occupate dalla Russia, dove non si possono effettuare sorvoli. 

L’eventuale ritiro di Washington dal trattato, sottolinea il sito di informazione, comporterà la perdita da parte degli Stati Uniti del diritto di condurre voli di ricognizione in Russia, la quale però potrà continuare a effettuare i propri sorvoli in Europa, raccogliendo comunque informazioni sulle basi militari statunitensi in territorio europeo. Tuttavia, i 16 firmatari della dichiarazione hanno invitato gli Stati europei della NATO a rimanere nel Trattato sui Cieli Aperti, sottolineando che il 55% dei sorvoli sono effettuati da parte di Stati europei, i quali sono al tempo stesso anche la destinazione di circa il 59% dei voli di ricognizione della Russia. Ciò mostra che l’Europa ha interesse a proseguire coni propri sorvoli in Russia e che Mosca, al tempo stesso, è interessata a continuare i propri voli di ricognizione in Europa. 

In tale contesto, i sorvoli, hanno aggiunto gli esperti in materia di Difesa, comportano vantaggi in materia di intelligence e di incremento dei livelli di fiducia reciproca. Se da un lato, gli Stati Uniti ottengono vantaggi in maniera limitata, dall’altro ciò si rivela di grande valore per gli altri membri della NATO, la cui stabilità, tuttavia, è di rilevanza strategica per Washington.  

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Jasmine Ceremigna 

di Redazione

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