Italia: condannato per terrorismo un cittadino della Somalia

Pubblicato il 13 maggio 2020 alle 16:04 in Italia Somalia

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Un cittadino della Somalia di 22 anni, Mohsin Ibrahim Omar, è stato condannato a otto anni e otto mesi di reclusione dal Giudice di Udienza Preliminare (GUP) di Bari per il reato di terrorismo internazionale. 

Secondo quanto rivelato da ANSA, martedì 12 maggio, il giovane somalo era stato fermato dalle autorità nel dicembre del 2018, in seguito all’emersione di prove in merito ai suoi contatti con i jihadisti di al Shabaab, l’organizzazione politico-militare fondata in Somalia nel 2006 e affiliata ad al-Qaeda che aveva rapito la volontaria italiana Silvia Romano, liberata, dopo 18 mesi di rapimento, lo scorso 9 maggio. 

In merito al giovane somalo condannato dalle autorità italiane, la procura ha evidenziato che Omar aveva in programma di compiere un attentato nella Basilica di San Pietro, a Roma, dove avrebbe posizionato una bomba nel giorno di Natale, o poco dopo. 

Secondo quanto reso noto dal direttore generale del Dipartimento delle Informazioni per la Sicurezza (DIS) della Presidenza del Consiglio, Gennaro Vecchione, in occasione della presentazione, avvenuta lo scorso 2 marzo, della relazione annuale sulle attività in materia di sicurezza nazionale e sulle principali criticità dello scenario globale, l’Europa continua ad essere teatro di attività di lupi solitari che ricorrono a “mezzi facilmente reperibili e pianificazioni poco sofisticate”. 

In particolare, per quel che riguarda l’Italia, Vecchione aveva rivelato che l’azione del comparto intelligence è stata nel 2019 focalizzata e finalizzata a prevenire e contrastare la minaccia proveniente dai processi di radicalizzazione. Nello specifico, ciò aveva comportato l’individuazione sia di soggetti già radicalizzati, i quali sono stati valutati in termini di pericolosità ed eventualmente rientrati in strategie di disinganno, sia di processi di radicalizzazione finalizzati all’azione violenta. 

In aggiunta, lo scorso 10 aprile, la Polizia di Stato aveva presentato i dati relativi alla propria attività, svolta nei diversi ambiti di sua competenza. In particolare, per quanto riguarda il terrorismo internazionale, la Polizia aveva rivelato che nel 2019 sono stati 10 gli arresti per terrorismo di matrice religiosa, mentre le espulsioni di persone ritenute una minaccia alla sicurezza nazionale sono state 98. In generale, secondo i dati diffusi dal Viminale, per quanto riguarda le espulsioni, dall’1 gennaio 2015 al 4 gennaio 2020 l’Italia ha espulso 462 sospetti terroristi. 

L’ultimo decreto di espulsione è stato emesso lo scorso 24 aprile e aveva riguardato un cittadino egiziano di 43 anni, domiciliato a Marina di Gioiosa Jonica, in Calabria. L’individuo aveva intrapreso un percorso di radicalizzazione a partire dal 2015 e aveva avuto contatti con il cittadino tunisino Anis Amriresponsabile dell’attentato contro il mercatino di Natale di Berlino del 19 dicembre 2016. 

Per quanto riguarda, invece, l’organizzazione con cui aveva avuto contatti Omar, Al-Shabaab, in arabo “la gioventù”, è un gruppo jihadista fondato nel 2006 e affiliato ad al-Qaeda. L’obiettivo della sua rivolta è quello di rovesciare il governo di Mogadiscio, appoggiato dall’Onu, per prendere il potere e imporre la propria visione della legge islamica. A tal proposito, la capitale somala è regolarmente colpita dai militanti del gruppo. I militanti di al-Shabaab sono stati cacciati da Mogadiscio nel 2011 ma, nonostante la presenza dell’AMISOM, un esercito dell’Unione Africana composto da circa 20.000 uomini, e nonostante l’aumento di attacchi aerei da parte degli Stati Uniti, i jihadisti si sono dimostrati incredibilmente resistenti. In seguito al ritiro del 1994, le truppe americane sono tornate a operare in Somalia nel gennaio 2007. 

Il Country Report on Terrorism 2018 del governo degli Stati Uniti, come quello del 2017, ha inserito la Somalia tra i rifugi sicuri per il terrorismo in Africa, insieme alla regione del Lago Ciad e alla zona trans-sahariana. Il report riferisce che i terroristi somali utilizzano diverse aree del Paese per architettare e condurre attentati a causa dell’incapacità delle forze di sicurezza locali di attuare riforme e di adottare una legislazione utile ad innalzare la difesa della Somalia. Nel febbraio del 2017, il presidente Mohamed Abdullahi Mohamed, ha dichiarato lo Stato di guerra contro il gruppo terroristico. 

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Jasmine Ceremigna 

di Redazione

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