Guinea: scontri con la polizia, uccisi 6 manifestanti

Pubblicato il 13 maggio 2020 alle 14:20 in Africa Guinea

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Sei manifestanti sono morti in Guinea in seguito agli scontri con le forze di sicurezza. La polizia ha affermato che i cittadini stavano protestando contro limposizione di blocchi stradali volti a frenare i movimenti tra la capitale e il resto del Paese durante il lockdown, ma alcuni testimoni hanno riferito al quotidiano Al Jazeera che le manifestazioni erano scoppiate per denunciare gli abusi e le violenze degli agenti di sicurezza. “Ci sono stati cinque morti a Coyah e uno a Dubreka”, ha dichiarato il portavoce della polizia, Mory Kaba, martedì 12 maggio. I manifestanti, dal canto loro, hanno affermato di essere stanchi di essere maltrattati dalla polizia nei punti di entrata e di uscita dalla capitale. Alcuni ritengono che gli scontri siano parte dellondata di violenza generale in cui è precipitato il Paese da diversi mesi, dopo che il presidente, Alpha Conde, ha deciso di rivedere la Costituzione e di introdurre alcuni emendamenti ritenuti controversi. In particolare, il referendum del 22 marzo, approvato con il 91,59% dei voti favorevoli, mantiene il limite di due presidenze consecutive, ma aumenta la durata di ciascun mandato da 5 a 6 anni.  In diverse occasioni, il presidente Conde, 82 anni, ha fatto intendere che i suoi due precedenti mandati non verrebbero presi in considerazione e ha diffuso il sospetto che il suo obiettivo sia quello di rimanere al potere per altri 12 anni. Le opposizioni contestano i risultati elettorali e accusano il potere centrale di brogli e corruzione. Anche gli Stati Uniti, l’Unione Europea e la Francia hanno messo in dubbio la credibilità del voto. Ciononostante, la nuova Costituzione è entrata in vigore il 7 aprile.

Conde, ex personaggio dell’opposizione e incarcerato più volte sotto le precedenti amministrazioni, ha fatto la storia nel 2010 per essere diventato il primo presidente democraticamente eletto della Guinea. Gli elettori lo hanno rieletto nel 2015 per il suo secondo e ultimo mandato quinquennale, ma i critici affermano che il suo governo, nel corso degli anni, è diventato sempre più autoritario. Il presidente aveva dichiarato, nel dicembre 2019, che la Costituzione doveva essere aggiornata per introdurre importanti modifiche sociali, soprattutto per le donne, con riforme che includevano il divieto di mutilazioni genitali femminili e il matrimonio minorile. Gli emendamenti, tuttavia, prevedono anche dei cambiamenti nella durata del mandato presidenziale e il pericolo è che Conde abbia voluto modificare la Costituzione con l’intento di concorrere per un terzo mandato e un quarto mandato consecutivo. Le prossime votazioni presidenziali sono attese per la fine del 2020. 

Per quanto riguarda la situazione coronavirus, con 2.998 casi e 11 morti, la Guinea è tra i Paesi dell’Africa occidentale più colpiti dallinfezione. Il governo ha imposto il coprifuoco notturno, chiuso i confini, vietato gli assembramenti e reso obbligatorio l’uso della mascherina. L’ex colonia francese ha un sistema sanitario carente. Il suo ospedale principale, in ristrutturazione da quattro anni, ha dovuto riaprire improvvisamente all’inizio della pandemia. In più, tra il 2013 e il 2016, il Paese è stato devastato dallepidemia di Ebola.

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Chiara Gentili

di Redazione

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