Gli USA condannano l’attacco contro il reparto di maternità di Kabul

Pubblicato il 13 maggio 2020 alle 11:42 in Afghanistan USA e Canada

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Il Dipartimento di Stato degli USA “ha condannato gli atroci attacchi terroristici in Afghanistan”, a seguito dell’attacco armato del 12 maggio in un ospedale di Kabul, nel reparto di maternità, che ha causato la morte di 13 persone, di cui 2 neonati. 

Gli Stati Uniti condannano con forza i “due orribili attacchi terroristici” effettuati in Afghanistan, ha affermato il Dipartimento in una dichiarazione, il 12 maggio, in riferimento all’assalto contro l’ospedale e all’attentato suicida, effettuato lo stesso giorno, durante un funerale nella provincia di Nangarhar. Nel secondo attacco, almeno 26 persone sono morte e più di 68 sono rimaste ferite.

“In un assurdo assalto, alcuni uomini armati hanno preso di mira uno degli ospedali più utilizzati di Kabul, che ospitava un reparto di maternità gestito da Medici senza Frontiere. In ospedale, i terroristi hanno ucciso almeno 13 persone innocenti, tra cui neonati, madri e operatori sanitari “, afferma la dichiarazione. Qualsiasi attacco agli innocenti è “imperdonabile”, ma assalire neonati e donne nel santuario di un ospedale è “un atto di pura malvagità”. Il Dipartimento di Stato USA ha poi esternato la propria solidarietà verso le vittime e le loro famiglie, nonché verso le “coraggiose forze di sicurezza afghane” che hanno agito contro i terroristi. 

“Notiamo che i talebani hanno negato qualsiasi responsabilità e hanno condannato entrambi gli attacchi come atroci. I talebani e il governo afghano dovrebbero cooperare per assicurare alla giustizia gli autori. Fino a quando non vi sarà alcuna riduzione sostenuta della violenza e progressi insufficienti verso una soluzione politica negoziata, l’Afghanistan rimarrà vulnerabile al terrorismo”, si legge ancora nella dichiarazione statunitense. Gli assalti arrivano in un periodo caratterizzato da una serie di violenze in tutto il Paese, ma sopratutto nella capitale. Negli ultimi mesi, molti di questi episodi sono stati rivendicati dallo Stato Islamico della Provincia del Khorasan, il nome con cui è noto l’ISIS in Afghanistan. 

Il gruppo ha rivendicato un attacco missilistico, che ha avuto luogo durante la cerimonia di inaugurazione del presidente Ghani, il 9 marzo, e dell’assalto al tempio sikh di Kabul, avvenuto il 25 dello stesso mese. L’ISIS è anche responsabile di un attacco del 5 marzo, effettuato contro una cerimonia in occasione dell’anniversario della morte di Abdul Ali Mazari, leader del partito sciita Hezb-e Wahdat. A tale celebrazione partecipava anche il leader dell’opposizione afghana, Abdullah Abdullah. L’attentato è avvenuto  mentre il capo dell’Alto Consiglio di Pace , Mohammad Karim Khalili, stava tenendo un discorso. I morti sono stati 32 e l’organizzazione terroristica ha immediatamente rivendicato la responsabilità dell’attacco.

Secondo quanto ricostruito da Al Jazeera, l’ISIS ha fatto la propria comparsa in Afghanistan poco dopo la sconfitta dei militanti in Siria e in Iraq nell’estate del 2014. Gli affiliati afghani dello Stato Islamico si definiscono la “Khorasan Province”, rievocando i territori dell’Afghanistan, dell’Iran e dell’Asia centrale che formavano l’omonima regione ai tempi del Medioevo. Il gruppo di militanti era inizialmente composto da poche persone, principalmente talebani del Pakistan attratti dall’ideologia dell’ISIS. Ad oggi, la Khorasan Province conta migliaia di combattenti, i quali sembrerebbero provenire principalmente dall’Asia centrale, ma anche da Paesi arabi tra cui la Cecenia, l’India e il Bangladesh. Tra i combattenti, anche alcuni uiguri provenienti dalla Cina.

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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