Il Gambia riceve dal Madagascar la presunta “cura” contro il coronavirus

Pubblicato il 13 maggio 2020 alle 19:15 in Gambia Madagascar

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Il Gambia ha ricevuto una partita di Covid Organics da parte del Madagascar, la bevanda a base di erbe utilizzata dal governo di Antananarivo come cura contro il coronavirus. Sviluppato dal Malagasy Institute of Applied Research (IMRA), il presunto farmaco, a base di Artemisia, una pianta coltivata sull’isola per combattere la malaria, è stato presentato alla stampa dal presidente del Madagascar, Andry Rajoelina, il 21 aprile.In poco tempo, diversi Paesi africani hanno ricevuto campioni della bevanda e alcuni di loro hanno richiesto nuove consegne. Il Gambia ha ricevuto il suo lotto, martedì 12 maggio. “La spedizione fa parte di un dono ai Paesi dell’ECOWAS, la Comunità economica degli Stati dell’Africa occidentale, per aiutarli a combattere contro il COVID-19. I campioni sono stati consegnati al Ministero della Salute”, si legge nella dichiarazione della presidenza gambiana. Finora, il Gambia ha riportato 23 casi di coronavirus, con un decesso e 10 guariti, e ha testato poco più di 1.000 persone, secondo i dati rilasciati dal Ministero.

Il presidente del Madagascar Rajoelina ha affermato che Covid Organics è “un rimedio preventivo e curativo contro il virus” e ha assicurato che almeno 150 persone sono guarite nel suo Paese dopo la somministrazione della bevanda. L’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), tuttavia, ha messo in guardia gli Stati africani dall’utilizzare rimedi che non sono ancora stati sottoposti ai dovuti test clinici di sicurezza ed efficacia. Il 7 maggio, il direttore regionale dell’OMS per l’Africa, Matshidiso Moeti, ha richiesto studi clinici sulla bevanda a base di erbe.Da parte sua, il presidente Rajoelina ha criticato la posizione dell’organizzazione rispetto al Covid Organics e ha dichiarato che la diffidenza proveniva dal fatto che il rimedio fosse stato prodotto da un Paese povero come il Madagascar. “Se fosse stato un Paese europeo a scoprire questo farmaco, ci sarebbero stati così tanti dubbi?” ha dichiarato in una recente intervista con le emittenti francesi France 24 e Radio France International. Tuttavia, anche l’ECOWAS, benchè non si sia detto contrario all’utilizzo di erbe o trattamenti tradizionali nei confronti del nuovo coronavirus, ha ribadito, il 6 maggio, che sosterrà e approverà solo quei prodotti scientificamente testati. Lo stesso direttore dell’IMRA, Charles Andrianjara, ha espresso dubbi sulle proprietà curative della bevanda, affermando che dovrebbe essere utilizzata solo per la prevenzione.

Ciò che spaventa di più in Africa è l’inadeguatezza dei sistemi sanitari, la povertà diffusa, la porosità dei confini e l’insicurezza legata alla presenza di gruppi ribelli e organizzazioni terroristiche. Tutti insieme, questi fattori rischiano di aumentare notevolmente le possibilità di contagio e di aggravare la situazione di emergenza qualora il virus dovesse diffondersi in maniera incontrollata sull’intero continente. Secondo l’Organizzazione mondiale della Sanità, l’Africa risulta mal equipaggiata per affrontare la minaccia e i governi devono cercare di fare di più per aumentare i controlli e identificare rapidamente i casi sospetti. La maggior parte dei sistemi sanitari risulta obsoleta e priva delle strutture necessarie a gestire casi di pandemia influenzale.

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Chiara Gentili

di Redazione

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