Coronavirus, Messico: muore in carcere il leader dei Los Zetas

Pubblicato il 13 maggio 2020 alle 9:17 in America Latina Messico

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Il leader del cartello messicano dei Los Zetas, condannato per la decapitazione di 12 persone, è morto in carcere per complicazioni respiratorie da Covid-19. Lo hanno riferito fonti dello stato di Jalisco lunedì 11 maggio.

Moisés Escamilla May, alias El Gordo May, 45 anni, accusato di aver guidato una cellula dell’organizzazione del traffico di droga più potente del Messico orientale, è morto nella prigione federale di Puente Grande, nello stato di Jalisco.

Escamilla stava scontando una condanna a 37 anni per crimine organizzato e porto di armi da fuoco ad uso esclusivo dell’esercito. Tra i crimini per i quali è stato condannato vi è la decapitazione di 12 persone nello stato dello Yucatan nel 2008.

“Non ha sofferto di alcuna malattia e ha iniziato a manifestare sintomi respiratori il 6 maggio, il giorno seguente è stato ricoverato in ospedale presso il Servizio medico del Centro di riadattamento, dove è morto” – ha dichiarato il Ministero della Sanità in una nota pubblicata durante il fine settimana, che parlava di un importante narcotrafficante, senza identificare tuttavia il leader dei Los Zetas.

Una fonte della Procura di Jalisco ha confermato lunedì alle agenzie di stampa l’identità del defunto, ma ha dichiarato di non conoscere i dettagli del caso.

El Gordo May è stato arrestato dalla polizia federale insieme a otto dei suoi complici il 23 settembre 2008 nella località di Cancún, nello stato di Quintana Roo, la base operativa della sua cellula Los Zetas – vieja escuola (vecchia scuola).

Diverse organizzazioni civili hanno avvisato il governo dei rischi che i prigionieri affrontano di fronte alla diffusione del nuovo coronavirus in Messico, dove, secondo i dati del 12 maggio, 35.022 persone sono state contagiate e 3.465 sono morte.

D’altra parte, le autorità penitenziarie dello stato di Jalisco hanno riferito che 74 casi di covid-19 sono registrati nel complesso penitenziario di Puente Grande. I funzionari hanno affermato che la maggior parte dei casi sono asintomatici e che non hanno richiesto il ricovero in ospedale.

Lo scorso aprile il Senato messicano aveva approvato una legge di amnistia per coloro che hanno commesso crimini non gravi per la prima volta, che consente ai detenuti di essere rilasciati per evitare il contagio. Tale norma non si applica ai crimini legati al narcotraffico.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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