Tensioni con la Turchia nel Mar Egeo: Atene è in allerta

Pubblicato il 12 maggio 2020 alle 9:21 in Grecia Turchia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Atene è in allerta per le ultime mosse della Turchia nel Mar Egeo, tra cui il rilascio di un avviso di navigazione, considerato come tentativo di ostacolare una esercitazione della Marina ellenica, inizialmente in programma per lunedì 11 maggio. 

È quanto rivelato, lunedì 11 maggio, dal quotidiano ellenico, Ekathimerini, il quale ha specificato che l’esercitazione della Marina della Grecia, dal nome Kataigida 20, era stata rinviata nei giorni precedenti a causa delle preoccupazioni in merito alla diffusione del coronavirus.  

Tuttavia, gli avvisi di navigazione rilasciati dalla Turchia indicano rotte che includono i siti che risultano al centro della disputa territoriale tra Ankara e Atene, accusata dalla Turchia di non rispettare il Trattato di Losanna del 1923 e aver militarizzato le isole del Dodecaneso. In tale contesto, la Grecia ha rivelato di considerare nulli gli avvisi di navigazione ricevuti.  

In aggiunta, rivela il quotidiano ellenico, Atene è in allerta in seguito all’annuncio da parte della Turchia delle sue prossime esercitazioni sottomarine, le Subnotes, le quali si terranno nei pressi delle isole dell’Egeo di Lemnos, Lesbo e Chios, le cui acque erano già state assegnate alle esercitazioni della Marina ellenica.  

In tale clima, la scorsa domenica 10 maggio, il Capo di Stato maggiore della Difesa della Grecia, Konstantios Floros, aveva avuto un colloquio con il vicecomandante delle Forze della NATO in Europa, il generale Tim Radford, al quale ha evidenziato il rischio dello scoppio di un incidente con la Turchia. Nell’avvisare il generale della NATO, Floros aveva fatto riferimento alla recente escalation di tensioni a causa dell’emergenza migratoria al confine tra Grecia e Turchia, presso la regione Evros, e della condotta di Ankara nell’Egeo e nel Mediterraneo orientale. Su quest’ultimo punto, in particolare, Floros aveva evidenziato le violazioni dello spazio aereo ellenico condotto dalla Turchia sia nei pressi della regione di Evros, sia sulle isole del Mar Egeo, dove lo scorso 3 maggio si era verificato l’incidente che aveva coinvolto l’elicottero su cui viaggiava il ministro della Difesa della Grecia, Nikos Panagiotopoulos  

Le relazioni tra Grecia e Turchia risultano compromesse per via di molteplici fattori. Principalmente, ad aver incrinato i rapporti tra Ankara e Atene concorrono le dispute in materia di diritti minerari nel Mar Egeo, all’interno delle quali si inseriscono i sorvoli non autorizzati dei caccia turchi nello spazio aereo della Grecia e la controversia sulle trivellazioni condotte dalla Turchia a largo delle coste di Cipro, ricche di gas naturale. In tale clima, il ministro degli Affari Esteri della Grecia, Nikos Dendiasaveva accusato la Turchia di violare i diritti sovrani della Grecia, mentre Ankara accusa Atene di non rispettare la clausola sulla demilitarizzazione delle isole del Dodecaneso, sancita dal Trattato di Losanna, firmato il 24 luglio 1923 dalla Turchia e dagli Alleati della Prima guerra mondiale, il quale pose fine al conflitto greco-turco. Nonostante quanto sancito dal trattato, secondo la Turchia, Atene mantiene la propria presenza militare sulle isole e, in aggiunta, sebbene abbia acque territoriali per 6 miglia, “sostiene di avere uno spazio aereo di 10 miglia”.    

In aggiunta, le relazioni risultano ulteriormente compromesse da quando la Turchia ha dichiarato, il 28 febbraio, che non avrebbe più trattenuto i migranti all’interno del proprio territorio, come invece sancito da un accordo siglato da UE e Turchia, il 18 marzo 2016, con cui Ankara aveva accettato di bloccare il flusso di rifugiati e migranti verso l’Europa in cambio di miliardi di euro di aiuti. Secondo la Grecia, si è trattato di un “attacco pianificato contro la Grecia e contro l’Europa”.   

Per rispondere al clima di tensione tra Grecia e Turchia, Atene sta rafforzando i rapporti e le collaborazioni in materia di Difesa, anche attraverso acquisti di armamenti, sia con alleati storici, come la Francia e gli Stati Uniti, sia con i principali rivali di Ankara, come Israele, Egitto e Arabia Saudita. In tale contesto si colloca il recente accordo siglato lo scorso 7 maggio con Israele, il quale ha approvato un prestito di due droni ad Atene, che li utilizzerà per sorvegliare i propri confini.   

In aggiunta, lunedì 11 maggio, i ministri degli Esteri di Grecia, Cipro, Egitto, Francia e Emirati Arabi Uniti hanno avuto un vertice in videoconferenza, durante il quale hanno condannato le attività di Ankara nel Mediterraneo orientale, in particolar modo nella Zona Economica Esclusiva cipriota, insieme ai sorvoli non autorizzati condotti dai caccia turchi nello spazio aereo ellenico e alla strumentalizzazione dei migranti presso il confine con la Grecia. I 5 ministri hanno altresì ribadito la propria condanna dei memorandum d’intesa siglati lo scorso 27 novembre dal Presidente della Turchia, Recep Tayyip Erdogan, e il presidente del consiglio presidenziale della Libia, Fayez Al-Sarraj che, secondo i ministri degli Esteri dei cinque Paesi, violano sia il diritto internazionale, sia l’embargo sulle armi imposto sulla Libia. 

Tali memorandum, nello specifico, erano relativi alla cooperazione in materia di sicurezza e al settore marittimo. Per quanto riguarda l’ambito marittimo, il documento definisce i confini marittimi tra Libia e Turchia anche nei pressi dell’isola greca di Creta. Tale isola, a detta di Ankara, non dispone di piattaforma continentale, ma solo di acque territoriali, motivo per cui è stato possibile definire i confini delle acque intorno a Creta. La Grecia, invece, da parte sua, considera l’accordo siglato tra Libia e Turchia una “palese violazione del diritto internazionale”.  

Leggi Sicurezza Internazionale, il solo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale   

Jasmine Ceremigna 

 

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.