Spagna, la CNN contro Sánchez: cita dati inesistenti

Pubblicato il 12 maggio 2020 alle 8:50 in Europa Spagna

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Sabato 9 maggio, durante una conferenza stampa, il presidente del governo spagnolo Pedro Sánchez, è stato interrogato dalla corrispondente della CNN sull’esistenza di una classifica della Johns Hopkins University sui test Covid-19 dei cui risultati si era vantato in precedenza.

In una conferenza stampa del 28 aprile, Sánchez aveva dichiarato che le classifiche dell’università statunitense indicavano che la Spagna era quinta al mondo per percentuale di test e tamponi per il rilevamento del nuovo coronavirus. Tuttavia, secondo un’inchiesta giornalistica dell’emittente USA, tali classifiche internazionali sembrano non esistere.

Ad aprile, la CNN ha fatto richiesta alla Johns Hopkins University di poter verificare le classifiche, ma un portavoce dell’ateneo ha dichiarato: “Non siamo stati in grado di individuare immediatamente tale rapporto”.

Quando la CNN ha chiesto se la Johns Hopkins stesse monitorando i dati dei test al di fuori degli Stati Uniti, il portavoce ha dichiarato: “Al momento abbiamo elaborato gli sforzi di monitoraggio dei test degli Stati Uniti, compresi i confronti fra stati”.

Sul suo sito Web coronavirus, la Johns Hopkins mappa le infezioni da Covid-19 e le morti in tutto il mondo, ma sta monitorando solo i tassi di test negli Stati Uniti. Ad aprile, la CNN ha chiesto al Ministero della Sanità spagnolo di inviare un link o una prova dell’esistenza delle classifiche. Da Madrid non hanno risposto.

La corrispondente della CNN ha informato Sánchez durante la conferenza stampa di sabato che la Johns Hopkins non è stato in grado di individuare tali classifiche e che il Ministero della Salute non ha risposto. Alla domanda se il suo ufficio potesse indicare le classifiche a cui si riferiva, Sanchez ha detto solo che “i numeri ci sono”. Ha quindi continuato a leggere gli ultimi dati del governo in materia di test.

Quando la CNN ha chiesto per la prima volta a Sánchez le prove di quanto aveva affermato il 28 aprile, il primo ministro ha citato i dati dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) che mostravano che la Spagna era l’ottava al mondo per percentuale di test effettuati in rapporto alla popolazione. Tuttavia, anche prima che Sánchez rispondesse alla domanda, l’OCSE aveva rilasciato una dichiarazione che correggeva i dati citati dal premier. L’organizzazione informava di aver erroneamente incluso i tassi di test anticorporali ella Spagna nei numeri complessivi, il che ha distorto la sua posizione in classifica. Il grafico OCSE aggiornato all’epoca mostrava che la Spagna era diciassettesima nella classifica delle prove per Covid-19 in relazione alla popolazione, non ottava come erroneamente indicato in precedenza.

Pedro Sánchez e il suo governo sono stati accusati da partiti dell’opposizione e criticati da alcuni dei principali media del paese per aver manipolato le cifre della classifica dei test in Spagna. 

Sabato 9 maggio, Sánchez ha dichiarato che al 7 maggio la Spagna aveva completato 1.625.211 test PCR e 842.550 test anticorpali. “Siamo uno dei paesi che sta effettuando il maggior numero di test”, ha affermato nuovamente.

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.