Polonia accusa intelligence della Russia di finti allarmi bomba nelle scuole

Pubblicato il 12 maggio 2020 alle 13:45 in Polonia Russia

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Uninchiesta avviata da un’emittente radiofonica polacca, RMF FM, ha accusato l’Agenzia di intelligence militare della Russia, la GRU, di essere stata responsabile dei finti allarmi bomba che nel corso della sessione di esami di maturità dello scorso anno avevano coinvolto circa 700 scuole della Polonia. 

È quanto rivelato dall’agenzia stampa polacca, PAP, ripresa dal PolandIn, la quale ha altresì specificato che gli allarmi bomba lanciati in circa 700 scuole del Paese rientravano all’interno di una campagna coordinata dalla GRU, l’agenzia di intelligence militare estera del Capo di Stato Maggiore delle Forze Armate della Russia.  

Secondo quanto emerso dall’inchiesta, i finti allarmi bomba avevano lasciato tracce che hanno consentito agli esperti di risalire a una sala server localizzata a San Pietroburgo. Successivamente, gli esperti sono riusciti a identificare le persone che avevano coordinato la campagna di finti allarmi, dato che si erano autenticati online attraverso account utilizzati dalla GRU.  

Tali account avevano elaborato alcuni modelli da utilizzare per disseminare gli allarmi bomba, condivisi, insieme alle informazioni sulle scuole coinvolte, con privati che avevano accettato di minacciare gli istituti scolastici, senza sapere di portare avanti una campagna dell’intelligence militare russa. Solo alcuni dei finti allarmi, rivela il PolandIn, erano stati inviati da account automatizzati, noti come bot.  

A tale riguardo, l’ex direttore dell’Agenzia di intelligence estera della Polonia, Grzegorz Malecki, ha dichiarato che la campagna di di finti allarmi bomba di cui è stato teatro il Paese durante gli esami di maturità dello scorso anno accademico rientra nella strategia di guerra ibrida che la Russia porta avanti ai danni della Polonia. Tali azioni, ha aggiunto Malecki, sono spesso mirate a diffondere il caos in istituzioni chiave di Stati rivali.  

In aggiunta, Malecki ha evidenziato che un altro importante obiettivo della campagna probabilmente portata avanti dalla GRU era mettere alla prova e testatre il sistema di difesa cibernetica della Polonia.  

Una simile campagna, però, ha ricordato l’ex direttore dell’Agenzia di intelligence estera della Polonia, è solo una delle modalità di guerra ibrida, dato che questa include anche l’uso di campagne di disinformazione o deviazione politica, spesso attraverso l’utilizzo dei media.  

Tali azioni, ha aggiunto Malecki, possono essere interpretate come test per l’avvio di operazioni militari, ma è necessario ricordare che non sono solo queste le componenti della modalità di guerra ibrida, la quale prevede l’utilizzo “di diversi tipi di strumenti satali”, dato che rappresenta “un misto di attività che coinvolgono le strutture militari, i servizi segreti, i media e il sistema politico” di un Paese. 

Da parte sua, ha dichiarato l’ex capo dell’Agenzia di intelligence estera polacca, la Polonia non è pienamente in grado di prevenire tali attacchi, “soprattutto se si considera che la Russia è un leader mondiale nell’impiego di tali tecniche di guerra ibrida e cibernetica”. 

I finti allarmi bomba ai danni delle scuole superiori della Polonia risalgono allo scorso settembre. In particolare, durante il primo giorno degli esami di maturità, il 9 settembre, 100 scuole avevano interrotto le prove a causa della ricezione di allarmi bomba nei propri edifici, in seguito rivelatisi infondati. Il giorno seguente, altre 600 scuole avevano ricevuto una email di allarme in merito alla presenza di ordigni esplosivi all’interno degli edifici. Anche in tal caso, gli artificieri, intervenuti per garantire la sicurezza degli istituti, avevano annunciato la mancata presenza di esplosivi, facendo iniziare gli esami in ritardo. In una scuola, gli insegnanti avevano fatto evacuare gli studenti, i quali hanno dovuto sostenere l’esame il mese successivo.  

Nel frattempo, il 12 maggio, il presidente della Polonia, Andrzej Dudaha firmato la Strategia Nazionale di Difesa, nella quale la Russia viene menzionata come potenziale fonte di minacce alla sicurezza del Paese.  

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Jasmine Ceremigna 

di Redazione

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