Afghanistan: attacco kamikaze durante un funerale a Nangarhar

Pubblicato il 12 maggio 2020 alle 12:08 in Afghanistan Asia

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Decine di persone sono state uccise e ferite da un kamikaze che si è fatto esplodere durante un funerale nella provincia di Nangarhar, nell’Afghanistan orientale. Si tratta della seconda violenza in un giorno. 

L’attentatore suicida si è fatto esplodere, il 12 maggio, in mezzo ad una cerimonia funebre, nel distretto di Khewa, secondo quanto ha riferito da Atahullah Khogyani, portavoce del governatore della provincia. Sohrab Qaderi, un membro del Consiglio Provinciale di Nangarhar, ha reso noto che almeno 50 persone sono state colpite dall’assalto, ma il numero dei feriti e morti non è ancora ufficiale. Un membro del Parlamento, presente durante la cerimonia, Hazrat Ali, è sopravvissuto. Il funerale era quello di un comandante della polizia locale, che era deceduto per infarto. I talebani hanno negato la responsabilità dell’attacco, ma la provincia è stata spesso teatro di operazioni dello Stato Islamico locale. 

L’ISIS ha fatto la propria comparsa in Afghanistan poco dopo la sconfitta dei militanti in Iraq nell’estate del 2014. Gli affiliati afghani dello Stato Islamico si definiscono la “Khorasan Province”, rievocando i territori dell’Afghanistan, dell’Iran e dell’Asia centrale che formavano l’omonima regione ai tempi del Medioevo. Il gruppo di militanti era inizialmente composto da poche persone, principalmente talebani del Pakistan attratti dall’ideologia dell’ISIS. Ad oggi, la Khorasan Province conta migliaia di combattenti, i quali sembrerebbero provenire principalmente dall’Asia centrale, ma anche da Paesi arabi tra cui la Cecenia, l’India e il Bangladesh. Tra i combattenti, anche alcuni uiguri provenienti dalla Cina.

L’attacco kamikaze nella provincia di Nangarhar arriva lo stesso giorno di un attentato contro la capitale. Alcuni uomini armati hanno fatto irruzione in un ospedale a Kabul, dove Medici Senza Frontiere gestisce una clinica di maternità. L’attacco ha avuto luogo all’ospedale Dasht-e-Barchi, gestito dal governo e dall’organizzazione umanitaria. Un pediatra fuggito dalla struttura ha dichiarato di aver sentito una forte esplosione all’ingresso. Non sono ancora state fornite informazioni definitive sul numero delle vittime, che dovrebbero includere almeno 13 persone, di cui 2 neonati. Le forze di sicurezza stavano lavorando per rendere l’area sicura, in modo da permettere al viceministro della Sanità di visitare la clinica, secondo quanto ha riferito una fonte del Ministero degli Interni. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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