Polonia: arrestati quattro tajiki, reclutavano possibili jihadisti

Pubblicato il 11 maggio 2020 alle 17:27 in Polonia Tajikistan

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Le unità di polizia della Polonia hanno annunciato di aver arrestato 4 cittadini del Tajikistan, accusati di reclutare cittadini convertiti all’Islam per pianificare e compiere attentati jihadisti. 

È quanto reso noto, lunedì 11 maggio, da Reuters, il quale ha altresì specificato che i 4 cittadini saranno a breve espulsi dal territorio polacco, dove non potranno rientrare, insieme a tutta l’Area Schengen, per i prossimi anni. Stando a quanto rivelato dal portavoce del Ministero dell’Interno, il quale coordina le operazioni delle forze speciali, Stanislaw Zaryn, i 4 individui si occupavano di reclutare potenziali jihadisti, in grado quindi di compiere attentati. In aggiunta, sebbene ispirati dalla modalità di agire dello Stato Islamico, i 4 tajiki non risultano essere membri dell’ISIS. 

I sospetti reclutatori erano stati arrestati lo scorso 7 maggio dalla polizia frontaliera della Polonia, in seguito a una segnalazione dell’Agenzia per la Sicurezza Interna, la ABW, servizio di intelligence polacco.  

Anche lo scorso 20 aprile, la ABW aveva annunciato l’arresto di un cittadino libanese, ritenuto un combattente dell’ISIS, fermato lo scorso 16 aprile dalla polizia frontaliera in quanto rappresentava una “vera minaccia per la sicurezza interna della Polonia e per i cittadini del Paese”. Nello specifico, i servizi segreti polacchi avevano rivelato che, secondo quanto emerso dalle indagini, il sospetto terrorista stava organizzando una rete di attori, situati in Polonia e in altri Paesi dell’UE, in grado di compiere attentati in Stati dell’Europa centrale.  Il sospetto combattente, di cui non è stata rivelata l’identità, aveva legami familiari con alcuni terroristi dell’ISIS che avevano perso la vita in Siria e in Iraq e, nel corso della sua permanenza in Polonia, aveva contattato, via internet, diverse formazioni dell’ISIS e combattenti dello Stato Islamico attivi in altri Paesi dell’Unione Europea e ha inviato denaro ai membri dell’ISIS in Siria.  

La Polonia è membro della NATO dal 1999 e dell’Unione Europea dal 2004. Secondo il Global Terrorism Index del 2019, che attribuisce un indice da 0 a 10, dove 0 è il minimo e 10 è il massimo, a 163 Paesi al mondo in base all’impatto del terrorismo sui loro territori, la Polonia ha registrato un indice di 0.477, rientrando tra i Paesi a basso impatto del terrorismo. Tale risultato ha rappresentato un miglioramento delle condizioni di sicurezza rispetto all’anno precedente, quando Varsavia aveva totalizzato un indice di 0.0.719.  

Internamente, ad occuparsi di fronteggiare il terrorismo è l’Agenzia di intelligence nazionale, in polacco la Agencja Bezpieczeństwa Wewnętrznego (ABW), la quale identifica, interpreta e condivide informazioni in merito alle principali minacce alla sicurezza polacca. Stando a quanto si apprende, la ABW ha adottato otto priorità per il proprio mandato. La prima è il contrasto allo spionaggio da parte di Stati terzi sul territorio polacco. La seconda è la lotta al terrorismo. In terzo luogo, la ABW mira a contrastare i crimini commessi in violazione del segreto di stato. Il quarto obiettivo dell’agenzia di intelligence è la lotta ai crimini commessi in violazione della sicurezza dello Stato. La quinta priorità è invece rappresentata dal contrasto ai crimini commessi in violazione dell’economia nazionale. Successivamente, la ABW mira a contrastare la corruzione dei pubblici ufficiali. La penultima priorità è invece rappresentata dal contrasto dalla produzione o dal commercio di merci, anche tecnologiche, di rilevanza strategica per la sicurezza dello Stato. Infine, è compito della ABW contrastare la produzione, il possesso e il contrabbando di armi. L’attuale direttore dell’agenzia è il colonnello Krzysztof Waclawek.  

Per quanto riguarda la lotta all’estremismo violento, la Polonia è membro della Coalizione Globale per la lotta all’ISIS, guidata dagli Stati Uniti.  

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Jasmine Ceremigna 

di Redazione

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