La Turchia sta ancora producendo parti per gli F-35

Pubblicato il 11 maggio 2020 alle 13:56 in Turchia USA e Canada

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La Turchia sta ancora producendo e consegnando parti dei jet F-35 statunitensi, nonostante Ankara sia stata sospesa dal programma a causa dell’acquisto del sistema di Difesa antiaerea russo S-400. 

La notizia è stata resa nota dal direttore dell’industria per la Difesa turco, Ismail Demir. La Turchia è sia un produttore di pezzi sia un importante acquirente dei jet statunitensi della Lockheed Martin. “Gli Stati Uniti avevano affermato che nulla sarebbe stato acquistato di relativo agli F-35 dalla Turchia dopo marzo 2020, ma quell’approccio non è più lo stesso”, ha affermato Demir. Il rappresentante turco ha poi suggerito che la pandemia globale di coronavirus aveva posticipato la scadenza di marzo, che non era più stata applicata. “Le nostre aziende continuano la loro produzione e consegna”, ha reso noto Demir in un’intervista online, aggiungendo che la Turchia è rimasta un “partner fedele” del programma F-35.

Eliminare la Turchia dal progetto costerebbe agli altri membri del programma fino a 600 milioni di dollari, secondo le autorità di Ankara. I funzionari turchi, da parte loro, hanno affermato che l’attivazione degli S-400, che era previsto per aprile, è stato rimandato a causa dell’epidemia di coronavirus, ma ha aggiunto che alla fine andrà avanti. Demir ha poi affermato che un nuovo calendario per l’attivazione degli S-400 sarebbe stato redatto una volta che le operazioni fossero tornate a pieno regime dopo la pandemia. 

Il 17 luglio 2019, la Casa Bianca aveva confermato l’esclusione della Turchia dal programma di addestramento con i caccia F-35 della NATO, a seguito di una serie di tensioni nate dall’acquisto, da parte di Ankara, del sistema di difesa missilistico russo. “Sfortunatamente, la decisione della Turchia di acquistare i sistemi di difesa aerea russi S-400 rende impossibile il suo coinvolgimento con gli F-35”, aveva affermato in una nota la portavoce della Casa Bianca, Stephanie Grisham. L’F-35 Joint Strike Fighter, prodotto negli Stati Uniti, non poteva coesistere con l’installazione di una piattaforma d’intelligence russa, secondo Washington. L’esclusione del Paese dall’esercitazione avrebbe dovuto colpire i produttori turchi che fabbricano i componenti per gli F-35 e avrebbe dovuto impedire alla Turchia di acquistare questi mezzi.

Le consegne dei sistemi missilistici antiaerei S-400 sono iniziate il 12 luglio 2019, secondo quanto ha comunicato il ministero della Difesa della Turchia. “Il primo lotto di componenti del sistema di difesa aerea S-400 è arrivato in Turchia e la consegna verrà effettuata presso la base aerea di Murted, nella provincia di Ankara”, si leggeva in una nota del ministero. L’acquisto degli S-400 ha provocato non poche tensioni negli ultimi mesi tra la Turchia e gli Stati Uniti. Washington ha condannato la decisione di Ankara di acquistare i sistemi russi e gli ha dato un ultimatum per cancellare il suo contratto con Mosca.

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Maria Grazia Rutigliano 

 

di Redazione

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