Grecia avverte la NATO del possibile scoppio di un incidente con la Turchia

Pubblicato il 11 maggio 2020 alle 10:15 in Grecia Turchia

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Il Capo di Stato maggiore della Difesa della Grecia, Konstantios Floros, ha avuto un colloquio con il vicecomandante delle Forze della NATO in Europa, il generale Tim Radford, al quale ha evidenziato il rischio dello scoppio di un incidente con la Turchia.  

Nello specifico, secondo quanto rivelato dal quotidiano ellenico, Ekathimerini, domenica 10 maggio, Floros ha dichiarato che lo scoppio di un incidente nell’Egeo o nel Mediterraneo orientale con la Turchia è possibile a causa degli illeciti commessi ripetutamente da parte di Ankara. Nell’avvisare il generale della NATO, Floros ha fatto riferimento alla recente escalation di tensioni a causa dell’emergenza migratoria al confine tra Grecia e Turchia, presso la regione Evros, e della condotta di Ankara nell’Egeo e nel Mediterraneo orientale. Su quest’ultimo punto, in particolare, Floros ha evidenziato le violazioni dello spazio aereo ellenico condotto dalla Turchia sia nei pressi della regione di Evros, sia sulle isole del Mar Egeo.  

In aggiunta, per quanto riguarda la condotta di Ankara, Floros ha ricordato al generale Ratford quanto portato avanti dalla Turchia nel Mediterraneo orientale, oltre che la violazione dell’embargo sulle armi imposto in Libia e l’incidente che ha coinvolto l’elicottero su cui viaggiava il ministro della Difesa della Grecia, Nikos Panagiotopoulos 

Nel corso del vertice, inoltre, Floros e Radford hanno discusso del memorandum d’intesa sull’istituzione, a Creta, di un Centro di Eccellenza di Difesa Missilistica, presso Hania.  

Le relazioni tra Grecia e Turchia risultano compromesse per via di molteplici fattori. Principalmente, ad aver incrinato i rapporti tra Ankara e Atene concorrono le dispute in materia di diritti minerari nel Mar Egeo, all’interno delle quali si inserisce la controversia sulle trivellazioni condotte dalla Turchia a largo delle coste di Cipro, ricche di gas naturale. In tale quadro, il ministro degli Affari Esteri della Grecia, Nikos Dendiasaveva accusato la Turchia di violare i diritti sovrani della Grecia, mentre Ankara accusa Atene di non rispettare la clausola sulla demilitarizzazione delle isole del Dodecaneso, sancita dal Trattato di Losanna, firmato il 24 luglio 1923 dalla Turchia e dagli Alleati della Prima guerra mondiale, il quale pose fine al conflitto greco-turco. Nonostante quanto sancito dal trattato, secondo la Turchia, Atene mantiene la propria presenza militare sulle isole e, in aggiunta, sebbene abbia acque territoriali per 6 miglia, “sostiene di avere uno spazio aereo di 10 miglia”.   

In aggiunta, le relazioni risultano ulteriormente compromesse da quando la Turchia ha dichiarato, il 28 febbraio, che non avrebbe più trattenuto i migranti all’interno del proprio territorio, come invece sancito da un accordo siglato da UE e Turchia, il 18 marzo 2016, con cui Ankara aveva accettato di bloccare il flusso di rifugiati e migranti verso l’Europa in cambio di miliardi di euro di aiuti. Secondo la Grecia, si è trattato di un “attacco pianificato contro la Grecia e contro l’Europa”.  

Per rispondere al clima di tensione tra Grecia e Turchia, Atene sta rafforzando i rapporti e le collaborazioni in materia di Difesa, anche attraverso acquisti di armamenti, sia con alleati storici, come la Francia e gli Stati Uniti, sia con i principali rivali di Ankara, come Israele, Egitto e Arabia Saudita. In tale contesto si colloca il recente accordo siglato lo scorso 7 maggio con Israele, il quale ha approvato un prestito di due droni ad Atene, che li utilizzerà per sorvegliare i propri confini.  

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Jasmine Ceremigna 

di Redazione

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