In Bahrein bloccato un seminario anti-Israele

Pubblicato il 11 maggio 2020 alle 17:11 in Bahrein Israele

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Un’associazione bahreinita che si oppone alla normalizzazione dei rapporti tra Bahrein e Israele ha riferito di essere stata costretta ad annullare un seminario organizzato da remoto.

In particolare, il seminario si sarebbe dovuto tenere il 9 maggio ed era stato organizzato dalla Bahrain Democratic Youth Society in collaborazione con la Bahraini Society Against Normalization with Zionist Enemy. Tuttavia, quest’ultima ha rivelato che, appena poco dopo l’inizio dei lavori, uno degli organizzatori ha ricevuto una telefonata dal Ministero del Lavoro e dello Sviluppo Sociale in cui si chiedeva di interrompere l’incontro virtuale in corso. La decisione, a detta del Ministero, si basava su ordini “provenienti dall’alto”. Secondo il quotidiano Bahrein Mirror, è la prima volta che le autorità di Manama intervengono direttamente per ostacolare attività organizzate in chiave anti-normalizzazione e anti-Israele.

Da parte sua, l’associazione anti-normalizzazione ha espresso rammarico di fronte all’accaduto, affermando che la decisione contraddice la costituzione e danneggia la reputazione del Regno stesso, oltre a non rispettare l’opinione degli abitanti del Bahrein e del Golfo. A tal proposito, è stato evidenziato come l’articolo 6 della costituzione sancisca il dovere del Paese a preservare il patrimonio arabo e a contribuire per rafforzare i legami tra i Paesi islamici. Inoltre, una decisione di tal tipo potrebbe ulteriormente alimentare la paura di chi crede che opporsi alla normalizzazione dei rapporti con Israele significhi andare controcorrente.

Già nel novembre del 2018, il quotidiano israeliano Jerusalem Post aveva riportato la notizia che Israele stava cercando di stabilire legami diplomatici con il Bahrain. In tale occasione, il ministro degli Esteri del Bahrein, Khalid bin Ahmed al-Khalifa, aveva smentito il quotidiano e aveva negato che il premier Benjamin Netanyahu si fosse recato nello Stato del Golfo per una visita programmata.

I rapporti tra i Paesi del Golfo e Israele sono stati a lungo negativi, a causa dell’appoggio degli Stati arabi alla causa palestinese e l’opposizione all’Occupazione della Cisgiordania e di Gerusalemme Est. Sebbene Israele abbia legami diplomatici con soli due Stati arabi, l’Egitto e la Giordania, negli ultimi anni il Bahrein e altri stati del Golfo hanno mostrato una maggiore apertura, accomunati da un sentimento di ostilità nei confronti dell’Iran. A tal proposito, Manama è uno stretto alleato di Riad e di Abu Dhabi, le forze del Golfo che Israele ha descritto essere “potenziali partner contro il suo acerrimo nemico Iran”.

Circa i rapporti tra Israele e Bahrein, nel dicembre 2019, un rabbino di Gerusalemme Shlomo Amar, si è recato in Bahrein nella cornice di una visita definita “rara”, dove ha incontrato diversi leader religiosi del Medio Oriente. Non da ultimo, il 25 e 26 giugno 2019, Manama ha ospitato una conferenza. “Peace to Prosperity”, in cui sono stati esposti gli aspetti economici del cosiddetto “accordo del secolo”, il piano ideato dal presidente degli USA, Donald Trump, per risolvere il conflitto arabo-israeliano. In tale occasione, il ministro degli Esteri del Bahrein, Khalid bin Ahmed Al-Khalifa, dichiarò al Times di Israele: “Israele è un Paese della regione … ed è lì per restare, ovviamente”.

Tuttavia, gran parte della popolazione bahreinita non è favorevole ad una normalizzazione dell’assa Manama – Israele, come dimostrato dall’indignazione mostrata in piazza dopo che, il 17 febbraio 2020 la Corte suprema di appello si è rifiutata di accogliere il ricorso di un uomo bahreinita, condannato a tre anni di reclusione, accusato di aver organizzato riunioni e rivolte propalestinesi non legali nel mese di maggio 2019. Per la popolazione del Bahrein, la reazione della Corte d’Appello rappresentava un modo per placare Israele e per cercare di non destabilizzare le relazioni tra i due Paesi. La rabbia dei cittadini è stata espressa soprattutto sui social media, dove numerosi hanno sottolineato il tentativo del Regno di avvicinarsi ad Israele e di compiacerlo.

 

Leggi Sicurezza Internazionale, il solo quotidiano in Italia interamente dedicato alla politica internazionale

Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.