L’esercito etiope ha abbattuto l’aereo keniota precipitato in Somalia

Pubblicato il 10 maggio 2020 alle 9:02 in Etiopia Kenya Somalia

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L’Etiopia ha ammesso di aver abbattuto l’aereo umanitario keniota che il 4 maggio era precipitato in territorio somalo, a Bardale, in circostanze non chiare, causando la morte di tutte le 6 persone a bordo. Questo è quanto ha riferito in una dichiarazione l’esercito etiope all’Unione Africana (AU), il 9 maggio.

L’aereo è stato abbattuto dalle truppe dell’esercito di Addis Abeba di stanza in un accampamento nella città di Bardale, situata nel Sud-Ovest della Somalia, circa 300 km a Nord di Mogadiscio. Nella dichiarazione inviata all’ AU si legge che, in un errore di valutazione, i soldati etiopi hanno creduto si trattasse di una potenziale “missione suicida” in quanto non erano stati avvisati di tale volo straordinario e l’aereo viaggiava a bassa quota. Per tali motivi, hanno specificato, a causa della mancanza di comunicazione e consapevolezza, l’aereo è stato abbattuto. Le forze armate etiopi hanno poi aggiunto che l’incidente richiederà la collaborazione tra Etiopia, Kenya e Somalia per la creazione di un team d’investigazione per capire la verità a riguardo.

Da parte sua, il Kenya aveva già espresso sconcerto per quanto avvenuto e richiesto a Mogadiscio una rapida e approfondita indagine sui fatti, trattandosi di un aereo della linea keniota African Express Airways, carico di aiuti medici e umanitari da destinare alla lotta contro il coronavirus in Somalia.  L’aereo è stato abbattuto proprio mentre si trovava sopra la pista di atterraggio di Bardale. Sia i soldati etiopi, sia quelli kenioti sono attivi in Somalia nell’ambito della missione di peacekeeping dell’Unione Africana, African Union Mission to Somalia (AMISOM), volta a combattere il gruppo jihadista Al-Shabaab, un’organizzazione politico-militare fondata in Somalia nel 2006 e affiliata ad al-Qaeda.

L’incidente si è verificato in un delicato momento per le relazioni tra Nairobi e Mogadiscio. Il 4 marzo, le truppe somale sono state accusate dal Kenya di aver compiuto “un attacco ingiustificato contro il proprio territorio” e di aver violato la sovranità del Paese. In tale occasione, l’attacco era avvenuto lungo il confine tra i due Paesi, nei pressi della città keniota di Mandera, situata nel Nord-Est del Kenya, al confine con Somalia ed Etiopia. L’incidente si collocava in un clima di tensione al confine iniziato il 2 marzo, a causa di violenti scontri tra le truppe somale e le forze della regione semi-autonoma somala di Jubaland, nella città di Bulohawo, situata sul confine tra Kenya e Somalia, nelle  strette vicinanze di Mandera. In tale occasione, il governo di Nairobi aveva affermato che le forze somale avrebbero oltrepassato il confine tra i due Paesi durante la battaglia, violando l’integrità territoriale e la sovranità del Kenya.

Da anni è in corso una disputa territoriale tra Nairobi e Mogadiscio per definire i confini terrestri e marittimi tra i due Paesi. Nel 2014, tale questione era stata presentata alla Corte Internazionale di Giustizia dell’Aja, visto il fallimento dei negoziati bilaterali per definire la suddivisione dei 100.000 km²  di fondo marino ricco di risorse naturali, conteso tra le parti. Il 7 febbraio 2019, Nairobi ha accusato Mogadiscio di aver messo all’asta parte di tali aree marittime per l’esplorazione di gas e petrolio. Nonostante la Somalia abbia respinto tali accuse, il successivo 19 febbraio, dato il clima di tensione, il Kenya ha riconvocato il proprio ambasciatore in Somalia, Lucas Tumbo. Di conseguenza, la Somalia ha deciso di sospendere i voli diretti verso il Kenya, che, a sua volta, ha annunciato di voler riconoscere la provincia separatista somala di Somaliland come uno Stato.

Per risolvere le tensioni, nel marzo 2019, Kenya e Somalia avevano firmato un primo accordo con la mediazione del primo ministro etiope Abiy Ahmed, a cui ne è seguito un  secondo a settembre dello stesso anno, in occasione della 74esima Assemblea Generale Onu a New York. L’accordo era volto a ristabilire le relazioni diplomatiche bilaterali .

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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