Continuano gli scontri Cina-Taiwan sulla partecipazione all’OMS

Pubblicato il 10 maggio 2020 alle 7:10 in Cina Taiwan

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Secondo la Cina, Taiwan non deve prendere parte alle riunioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), poichè tale desiderio non deriva dalla preoccupazione per la salute dei suoi cittadini, ma è solo una “manipolazione politica”.

Taiwan continua a fare pressioni per partecipare, in qualità di osservatore, alle riunioni dell’organo decisionale dell’OMS, l’Assemblea Mondiale della Sanità (WHA), e ha ottenuto il sostegno degli Stati Uniti e di molti dei suoi alleati, incluso il Giappone. L’esclusione di Taiwan dall’OMS è una conseguenza delle obiezioni della Cina, che considera l’isola una delle sue province, ed è causa di rabbia per i rappresentanti di Taipei. Parlando durante una conferenza stampa quotidiana a Pechino, la portavoce del Ministero degli Esteri cinese, Hua Chunying, ha affermato che il Partito Democratico Progressista al potere a Taiwan stava cercando di usare la pandemia per i propri scopi politici. “I suoi tentativi di partecipare all’OMS non sono assolutamente volti alla salute e il benessere dei cittadini di Taiwan, ma sono manipolazioni politiche globali e non avranno successo”, ha affermato.

Sia Taiwan, sia gli Stati Uniti affermano che il direttore generale dell’OMS, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha il potere, se lo desidera, di invitare Taipei agli incontri. Tuttavia, fonti diplomatiche interne all’isola affermano che in pratica è improbabile che questo accada se la Cina non approva. Il Consiglio per gli Affari Continentali e per Taiwan della Cina ha dichiarato, il 7 maggio, che la salute è un diritto umano fondamentale e che Pechino “utilizzava la politica per violare la salute e i diritti umani”. L’OMS “non dovrebbe essere manipolata dalla posizione politica di un singolo Paese” e in questo momento di pandemia dovrebbe proteggere la salute e la sicurezza di tutte le persone nel mondo, ha affermato.

Tale questione si era trasformata in un problema anche nei rapporti tra Cina e Stati Uniti, con l’ambasciatore USA presso le Nazioni Unite che, durante un incontro a Ginevra, aveva chiesto all’OMS di trattare direttamente con il governo di Taiwan, suscitando un forte rimprovero da parte della Cina. L’ambasciatore degli Stati Uniti a Taiwan, Brent Christensen, il 17 gennaio, durante un forum a Taipei, aveva affermato che gli Stati Uniti, nel 2020, cercheranno di promuovere ulteriormente la questione di Taiwan nel mondo, cosa che l’isola ha numerose difficoltà a fare autonomamente a causa del blocco della sua partecipazione nella maggior parte delle organizzazioni internazionali. “Gli Stati Uniti e Taiwan sono membri della stessa famiglia di democrazie”, aveva aggiunto l’ambasciatore.

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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