Libia: incendio a Mitiga dopo un attacco missilistico

Pubblicato il 9 maggio 2020 alle 18:00 in Africa Libia

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Le milizie dell’Esercito Nazionale Libico (LNA) di Tobruk, guidate dal generale Khalifa Haftar hanno sferrato un attacco missilistico contro l’aeroporto internazionale di Mitiga, a Tripoli, causando un incendio, il 9 maggio. La capitale libica è sede del Governo di Accordo Nazionale (GNA), guidato da Fayez Al-Serraj, il cui Ministero della Salute ha annunciato la morte di due persone e il ferimento di molte altre, in seguito all’attacco del LNA, tali dati potrebbero però aumentare.

Stando al The Libya Observer, i missili sferrati sarebbero stati almeno 80 e, oltre a Mitiga, avrebbero colpito anche le aree di Soqu Al-Jumua e Bab Benghashir. Inoltre, in base a quanto ha riferito la National Oil Corp (NOC) i missili avrebbero fatto esplodere alcuni serbatoi di carburante per velivoli, innescando un grave incendio nell’aeroporto. I danni riportati sarebbero enormi, tra questi due aerobus, uno dei quali avrebbe dovuto dirigersi in Spagna per evacuare i cittadini libici bloccati dalla pandemia di coronavirus, sarebbero stati compromessi. Oltre a questo, nell’incendio seguito all’attacco, sarebbero stati danneggiati due mezzi dei vigili del fuoco, la pista dell’aeroporto e l’area passeggeri.  Secondo il reporter di Al-Jazeera in loco, Mahmoud Abdelwahed, Mitiga è un target frequente di Haftar durante gli attacchi alla capitale perché ritiene che al suo interno si trovino dispositivi per lanciare droni turchi che hanno come obiettivo le postazioni del LNA a Sud e in altre località.

L’attacco è l’ultimo di una serie di rappresaglie da parte di Haftar contro il GNA che dal 5 maggio ha rilanciato un’operazione per sottrarre al nemico la base aerea di al-Watiya, collocata 140 km a Sud-Ovest di Tripoli e dalla quale partono molti degli attacchi dell’uomo forte di Tobruk verso l’Ovest della Libia. La base aerea è stata presa da Haftar nel 2014 ed è la seconda per grandezza nel Paese, dopo l’aeroporto di Mitiga. Secondo quanto riferito dal portavoce delle forze del governo di Tripoli, Mohammed Qanunu, nella stessa giornata del 9 maggio, il giorno precedente le forze del GNA avrebbero neutralizzato circa 70 militari del LNA tra morti e feriti, proprio presso la base aerea di al-Watiya. In tali attacchi, Haftar ha perso molti uomini, alcuni dei quali si sono arresi mentre altri, come il generale fedele ad Haftar, Ossama Amsik sono stati uccisi. L’obiettivo del governo tripolino è quello di neutralizzare la base di al-Watiya, affinché non rappresenti più una piattaforma di lancio per gli attacchi contro la capitale e contro i civili, o un focolaio di milizie terroristiche.

Dopo essersi che Haftar si è autoproclamato guida del popolo libico, lo scorso 27 aprile, il 6 maggio, il portavoce dell’LNA, Ahmed al-Mismari, ha annunciato l’avvio dell’operazione “Uccelli Ababil” che mira ad di estendere il controllo del LNA sulle città ad Ovest del Paese. In tale contesto, nella sera del 7 maggio, un missile è stato lanciato contro un sobborgo della capitale, Zawiyat al-Dahmani, nei pressi della residenza dell’ambasciatore italiano in Libia, Giuseppe Buccino Grimaldi, dell’ambasciata turca a Tripoli, con a capo Serhat Aksen e del Ministero degli Affari Esteri.  L’attacco è stato condannato dal Ministero degli Esteri italiano e ha causato la morte di due membri delle forze di sicurezza attive nell’area e il ferimento di alcuni civili.

L’attacco del 9 maggio all’aeroporto di Mitiga si colloca nel contesto generale dell’offensiva contro il GNA lanciata da Haftar il 4 aprile 2019, per prendere il controllo sulla capitale libica. Le lotte per il controllo della città sono state ulteriormente esacerbate dalla recente offensiva lanciata dal GNA contro l’LNA. Il 25 marzo, il governo tripolino, ha avviato l’operazione “Tempesta di pace” con l’obiettivo di autodifendersi dall’esercito di Tobruk, e che ha finora inflitto al nemico importanti perdite.

Nello Stato Nord-africano, è in corso una guerra interna tra il governo di Tripoli e il governo di Tobruk. Il primo è nato il 17 dicembre 2015 con gli accordi di Skhirat, ha ottenuto il riconoscimento dell’Onu ed è ufficialmente sostenuto da Italia, Qatar e Turchia. Il secondo, invece, riceve sostegno da Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Egitto, Russia, Giordania e Francia. La Libia è teatro di una lunga guerra civile iniziata il 15 febbraio 2011 a cui ha fatto seguito, nell’ottobre dello stesso anno, la caduta del regime dittatoriale di Muammar Gheddafi. Da tale evento in poi, il Paese non è mai riuscito a realizzare una transizione democratica.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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