Gli USA respingono le accuse di invasione venezuelane

Pubblicato il 9 maggio 2020 alle 9:12 in USA e Canada Venezuela

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Il Consiglio di Sicurezza nazionale della Casa Bianca ha negato qualsiasi coinvolgimento degli Stati Uniti in un tentativo di incursione in Venezuela per rovesciare il governo del presidente, Nicolas Maduro, avvenuto lo scorso 3 maggio.  

L’8 maggio, attraverso la propria pagina Twitter, il Consiglio di Sicurezza nazionale ha rilasciato una dichiarazione in cui, oltre a smentire la partecipazione degli USA agli eventi del 3 maggio, è stato specificato che, se si fosse trattato di un’operazione pianificata da Washington, come ha affermato Maduro, sarebbe stata dichiarata, diretta ed efficace. Nel tweet, il Consiglio di Sicurezza ha poi sottolineato che lo stesso presidente venezuelano è stato incriminato con accuse di narcoterrorismo dagli USA. Nella stessa giornata, anche il capo di Stato americano, Donald Trump, ha smentito il coinvolgimento del proprio Paese nei fatti del 3 maggio, affermando a Fox News che se avesse voluto colpire il Venezuela non ne avrebbe fatto un segreto e che avrebbe inviato un esercito e non un esiguo gruppo di mercenari. Già dal 6 maggio, invece, il segretario di Stato americano, Mike Pompeo, aveva negato un qualsiasi coinvolgimento diretto degli USA e aveva affermato che avrebbe fatto il possibile per far rientrare in patria gli americani coinvolti.

Nella stessa giornata dell’8 maggio, il procuratore generale del Venezuela, Tarek William Saab, ha dichiarato che due ex soldati americani sono stati accusati di terrorismo, cospirazione, traffico illecito di armi da guerra e associazione criminale, rischiando dai 25 ai 30 anni di carcere, per aver partecipato all’incursione del 3 maggio. Inoltre, Caracas ha richiesto un mandato d’arresto internazionale per la cattura di Jordan Goudreau, un ex membro dell’esercito statunitense, che avrebbe organizzato e addestrato il gruppo di mercenari che ha tentato di rovesciare il governo di Maduro, e per due venezuelani, Juan Jose Rendon e Sergio Vergara, attualmente negli USA e legati all’opposizione.  Maduro ha accusato gli USA di essere dietro a tale operazione e per questo i venezuelani coinvolti saranno processati per cospirazione con un governo straniero.

 Il 3 maggio, 17 persone sono state arrestate e 8 sono state uccise dall’esercito venezuelano che ha affermato di aver sventato un tentativo di invasione da parte di un gruppo di “terroristi mercenari”, arrivati via mare nella città di Macuto. Il 4 maggio, il presidente Maduro ha affermato che l’obiettivo di tale operazione sostenuta dagli USA era il suo assassinio, mostrando via TV armi statunitensi e colombiane. Maduro ha poi specificato che: “In questo gruppo c’erano membri della squadra di sicurezza di Donald Trump: Aaron Berry, mercenario professionista degli Stati Uniti, e Luke Denman”, entrambi attivi in passato nelle operazioni USA in Iraq. I due uomini sono apparsi nella TV di Stato venezuelana gli scorsi 6 e 7 maggio e nei video Denman sembrerebbe confessare di aver aiutato i venezuelani a riprendere il proprio Paese e di essere stato assunto per addestrare un gruppo di venezuelani in Colombia con l’obiettivo di espellere il presidente Maduro dal Paese. Sia Denman sia Berry hanno affermato di essere stati assoldati dalla Silver Corp USA, un’azienda di sicurezza con base in Florida e avente a capo Jordan Goudreau. Il 7 maggio, il Washington Post ha pubblicato un documento che sarebbe un presunto contratto da 213 milioni di dollari tra Silvercorp e l’opposizione venezuelana per deporre il presidente Maduro.

Tuttavia, già da lunedì 4 maggio, il leader dell’opposizione, Juan Guaidó, ha negato qualsiasi tipo di coinvolgimento con Goudreau e i fatti del 3 maggio in generale. Dopo le elezioni presidenziali del 2018, l’anno successivo, quest’ultimo è stato riconosciuto come legittimo presidente ad interim del Paese da molti attori internazionali, primi fra tutti gli Stati Uniti.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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