Yemen: il conflitto continua

Pubblicato il 8 maggio 2020 alle 9:46 in Medio Oriente Yemen

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Fonti media Houthi hanno riferito che 5 civili, tra cui un bambino, sono morti a seguito di un attacco condotto dalle forze della coalizione a guida saudita nei governatorati di Hajja e Sa’ada. Parallelamente, l’esercito yemenita si è scontrato con i ribelli sciiti presso la provincia di Ma’arib.

In particolare, secondo quanto riportato da al-Jazeera il 7 maggio, l’attacco della coalizione ha interessato i distretti di Abs e Razih, nel Nord-Ovest dello Yemen. Tuttavia, non sono stati riferiti ulteriori dettagli e la coalizione saudita-emiratina non ha commentato quanto accaduto. L’episodio giunge dopo che, il 6 maggio, questa ha rinnovato il proprio impegno a rispettare la tregua annunciata unilateralmente l’8 aprile, ed estesa per altre due settimane dal 24 aprile scorso. L’obiettivo, è stato specificato, è sostenere gli sforzi profusi dall’inviato speciale delle Nazioni Unite in Yemen, Martin Griffiths, per giungere ad una soluzione del conflitto yemenita e, al contempo, far fronte alla pandemia di Covid-19.

Parallelamente, fonti locali hanno rivelato al quotidiano al-Arabiya, che le forze dell’esercito yemenita, all’alba di venerdì 8 maggio, sono riuscite a contrastare un attacco condotto dai ribelli Houthi sul fronte di Sirwah, nell’Ovest del governatorato di Ma’rib. Gli scontri hanno causato perdite tra i ribelli e la morte del comandante a capo delle operazioni presso Sirwah. L’esercito, in collaborazione con le tribù locali, è, inoltre, riuscito a conquistare alcune postazioni poste precedentemente sotto il controllo degli Houthi.

La violenta escalation in Yemen ha avuto inizio nella metà del mese di gennaio 2020 ed ha interessato prevalentemente i governatorati di M’arib, Jawf e Sana’a, dove le forze congiunte, prima di annunciare la tregua, si sono impegnate a liberare i luoghi precedentemente conquistati dai ribelli, dirigendosi verso la capitale. Da un lato, l’esercito yemenita mira a contrastare i ribelli Houthi su otto assi di combattimento presso la loro roccaforte Sa’ada, dove continua a condurre operazioni militari in collaborazione con le forze della coalizione a guida saudita. Dall’altro lato, i ribelli sciiti mirano a prendere il controllo delle risorse petrolifere di Ma’rib. Il primo marzo, gli Houthi sono riusciti ad occupare la città di Hamz, capoluogo della provincia settentrionale strategica di al-Jawf, costringendo le forze governative a ritirarsi verso Est, e, nello specifico, verso la città desertica di al-Jar, a seguito della seconda grande sconfitta in un mese. Per i ribelli è stata una delle conquiste più rilevanti degli ultimi anni.

Il conflitto civile in Yemen è in corso da circa cinque anni. Questo è scoppiato il 19 marzo 2015, data in cui i ribelli Houthi hanno lanciato un’offensiva per estendere il loro controllo nelle province meridionali yemenite. I gruppi che si contrappongono nel conflitto sono da un lato i ribelli sciiti, che controllano la capitale Sana’a, alleati con le forze fedeli all’ex presidente Ali Abdullah Saleh e sostenuti dall’Iran e dalle milizie di Hezbollah. Dall’altro lato, vi sono le forze fedeli al presidente yemenita, Rabbo Mansour Hadi, l’unico riconosciuto dalla comunità internazionale. L’Arabia Saudita è intervenuta nel conflitto per sostenere Hadi, il 26 marzo 2015, a capo di una coalizione formata anche da Emirati Arabi Uniti, Marocco, Egitto, Sudan, Giordania, Kuwait, Bahrain e Qatar e sostenuta, a sua volta, dagli Stati Uniti.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione