Spagna: polizia arresta sospetto terrorista dell’ISIS

Pubblicato il 8 maggio 2020 alle 15:17 in Marocco Spagna

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La polizia della Spagna, in collaborazione con l’FBI degli Stati Uniti e i servizi segreti del Marocco, ha arrestato a Barcellona un seguace dello Stato Islamico, ritenuto alla ricerca di obiettivi da colpire. 

Nello specifico, secondo quanto rivelato dal Guardian, venerdì 8 maggio, i funzionari della polizia spagnola hanno dichiarato di aver arrestato un cittadino marocchino “profondamente radicalizzato”, il quale ha infranto le restrizioni sulla quarantena imposta alla luce del coronavirus per individuare potenziali target da colpire con un attentato. 

Prima dell’arresto, l’uomo è stato pedinato e tenuto sotto controllo dalle autorità, le quali hanno notato un “preoccupante cambiamento” nel suo comportamento nel corso dello stato di emergenza vigente nel Paese. Per tale ragione, gli agenti hanno iniziato a sospettare che il probabile terrorista si stesse preparando a compiere attacchi in nome dell’ISIS nei Paesi occidentali. 

Secondo un comunicato rilasciato dalla Guardia Civil spagnola, l’uomo risulta essere radicalizzato e connesso all’ISIS da almeno quattro anni, ma fino a poco tempo fa ha preferito mantenere un profilo basso sia online sia offline. Per quanto riguarda la sua attività sui social network, la polizia spagnola ha dichiarato che l’uomo aveva utilizzato in passato i social per annunciare la propria fedeltà all’ISIS e rilasciare dichiarazioni con cui proclamava il proprio odio nei confronti dell’Occidente. Nel corso della quarantena, però, gli agenti hanno notato che l’uomo aveva iniziato a infrangere a cadenza regolare le misure restrittive imposte dal governo e che adottava precauzioni importanti dal punto di vista della sicurezza mentre si aggirava per Barcellona, lasciando intuire che fosse alla ricerca di possibili obiettivi da colpire. In aggiunta, le autorità spagnole hanno ricordato che dall’inizio della pandemia l’Europa è stata teatro di attentati computi da singoli terroristi, i quali hanno attaccato impiegando coltellicome in Francia lo scorso 4 aprile, o veicolicome avvenuto a Parigi lo scorso 28 aprile. 

Già lo scorso 21 aprile, la polizia spagnola aveva arrestato uno dei terroristi più ricercati d’Europa, il combattente dell’ISIS Abdel-Majed Abdel Bary, e altri due uomini. I tre individui avevano affittato un appartamento ad Almeria per rispettare le misure restrittive imposte alla luce del coronavirus, dopo essere entrati clandestinamente nel Paese. Durante la loro permanenza ad Almeria, tutti e tre sono usciti molto raramente, indossando costantemente le mascherine.  

Abdel-Majed Abdel Bary, un ex-rapper di 29 anni del Regno Unito originario del quartiere Maida Vale di Londra, possedeva la doppia cittadinanza, inglese ed egiziana, fino a quando aveva deciso di lasciare il proprio Paese per unirsi allo Stato Islamico, partendo per Raqqa nel luglio del 2013. Da quel momento, fino al 2015, Abdel Bary è stato uno tra i principali promotori delle attività dell’ISIS, postando numerose foto in cui posava con i resti delle vittime decapitate, oltre a frequenti minacce contro i Paesi occidentali. Durante la sua permanenza al fianco dello Stato Islamico, alcuni esperti sostenevano che Bary fosse la vera identità del combattente noto come Jihadi John, esecutore di numerose decapitazioni di vittime, filmate e in seguito diffuse. Tuttavia, successivamente, le autorità avevano scoperto che Jihadi John era in realtà Mohammed Emwazi, con il quale Bary aveva avuto contatti grazie ai circoli islamici dei quartieri di Londra Ovest, ma con cui non ha, secondo le autorità, collaborato in Siria.   

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Jasmine Ceremigna 

di Redazione