Israele: via libera per Netanyahu anche dal capo di Stato

Pubblicato il 8 maggio 2020 alle 12:36 in Israele Medio Oriente

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Il presidente israeliano, Reuven Rivlin, ha ufficialmente affidato al premier uscente Benjamin Netanyahu l’incarico di formare un nuovo governo di unità nazionale, così come concordato con il leader di Blue and White, Benny Gantz.

La mossa del capo di Stato israeliano giunge dopo che, il 6 maggio, la Corte Suprema israeliana ha respinto le petizioni contro Netanyahu, secondo cui il primo ministro, essendo coinvolto in un triplice processo giudiziario, non avrebbe potuto porsi nuovamente alla guida del governo. Tuttavia, Reuvlin, nella sera del 7 maggio, ha anch’egli concesso a Netanyahu un nuovo mandato, della durata di due settimane, designandolo per la formazione del suo quinto governo che, secondo quanto delineato sino ad ora, lo vedrebbe in carica fino al 13 novembre 2021.

Di fronte ai nuovi sviluppi positivi e al via livera sia della Corte Suprema sia del presidente, i leader di Likud, Netanyahu, e di Blue and White, Gantz, si sono impegnati a prestare giuramento, per l’insediamento del nuovo esecutivo, il 13 maggio prossimo, ponendo fine alla fase di stallo politico che ha visto il popolo israeliano recarsi alla urne per tre volte in un anno. Gantz e Netanyahu saranno a capo di un governo di emergenza di unità nazionale e, secondo quanto previsto dall’intesa, i due si alterneranno alla guida ogni 18 mesi per un periodo complessivo di tre anni. Il primo a guidare il nuovo governo di Israele sarà il premier uscente, Netanyahu, mentre Gantz, ex capo di Stato Maggiore, assumerà la carica di ministro della Difesa, oltre che di primo ministro “supplente”. Successivamente, i due si scambieranno le mansioni.

Anche la Knesset si è espressa a favore della coalizione, raggiungendo le 72 firme, su un totale di 120, necessarie a spingere Rivlin a concedere il mandato. Queste sono da ricollegarsi perlopiù ai partiti Blue and White, al partito Laburista e al blocco di centro-destra, ad eccezione di Yamina. Rivlin si è detto speranzoso circa un esecutivo in grado di far fronte alle sfide attuali, coronavirus e impasse politica in primis. Si tratta del medesimo quadro di emergenza che, dal 26 marzo scorso, ha portato Gantz a stringere un’alleanza con colui che in precedenza considerava un rivale, Netanyahu. In tale data, il leader di Blue and White è salito alla presidenza del Parlamento israeliano con 74 voti, provenienti perlopiù dal blocco di destra comprendente Likud.

Secondo gli 11 giudici impegnati nell’esaminare le petizioni, non vi sono clausole che impediscono la formazione del nuovo governo così come stabilito dai due leader, sebbene questo sia inusuale per la storia di Israele. Le discussioni presso la Corte suprema avevano avuto inizio il 3 maggio scorso. In particolare, era stato messo in discussione il principio di rotazione alla base del nuovo esecutivo, in quanto questo comporterebbe dei cambiamenti per la semi costituzionale Legge Base israeliana e per il sistema politico del Paese. Altro punto contestato era stato lo status di Netanyahu, accusato di frode, corruzione e abuso d’ufficio, il cui processo dovrebbe avere inizio il 24 maggio prossimo. Tuttavia, secondo la legge, la condizione principale per ricevere l’incarico di formare un governo è la partnership alla Knesset e Netanyahu ne è un membro. Pertanto, egli sarà costretto a rinunciare alla posizione di premier solo nel caso in cui verrà ufficialmente condannato.

Israele è privo di un governo sin dal mese di dicembre 2018. L’ultima tornata elettorale, la terza in un anno, si è svolta il 2 marzo scorso, ma anche questa si è rivelata inconcludente. In particolare, in tale occasione, Likud ha ottenuto 36 seggi e, unendosi con la sua alleanza di destra, ha raggiunto quota 58 seggi, un numero inferiore ai 61 richiesti per avere la possibilità di formare il nuovo esecutivo. Pertanto, la missione era stata affidata a Gantz, il 16 marzo, dopo essersi guadagnato la fiducia della maggioranza necessaria per provare a formare un nuovo esecutivo. Nel frattempo, Netanyahu, il premier più longevo della storia di Israele, ha continuato a coprire la posizione di premier ad interim.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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