Israele invia droni alla Grecia per monitorare i confini

Pubblicato il 8 maggio 2020 alle 11:54 in Grecia Israele

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I Ministeri della Difesa di Grecia e Israele hanno raggiunto un accordo sul prestito di due droni, i quali saranno utilizzati da Atene per sorvegliare i propri confini. 

È quanto rivelato, giovedì 7 maggio, dal quotidiano ellenico Ekathimerini, il quale ha altresì specificato che l’accordo, raggiunto dopo circa due anni di trattative, è stato siglato nella giornata di mercoledì. A tale riguardo, Reuters specifica che la firma è avvenuta da remoto, a causa delle misure imposte per fronteggiare l’emergenza da coronavirus. In aggiunta, il Jerusalem Post rivela che l’accordo, il primo in tale ambito, è stato siglato dal direttore generale del Ministero della Difesa israeliano, il generale Udi Adam, e il direttore generale del Dipartimento per gli armamenti e gli investimenti della Grecia, il generale Theodoros Lagios. 

Nello specifico, i droni che Israele invierà alla Grecia sono due velivoli a guida autonoma (UAV) i quali possono volare per un raggio di azione pari a 1.000 chilometri. Il prestito durerà tre anni, con rinnovo annuale, e avrà un costo inferiore a 40 milioni di euro. Al termine dei tre anni, la Grecia potrà decidere di acquistare i due droni. 

I due velivoli, prodotti dalla Israel Aerospace Industries Ltd, saranno consegnati ad Atene entro il prossimo novembre e saranno utilizzati per il pattugliamento aereo dei confini ellenici. I droni, che secondo Reuters sono sistemi Heron, sono impiegati dall’Esercito e dalla Marina israeliani nelle proprie missioni all’estero e sono dotati di equipaggiamento diurno e notturno, radar per il pattugliamento marittimo e sistemi di comunicazione satellitare. 

Con tale equipaggiamento, fonti locali greche, riprese dal Jerusalem Post, hanno evidenziato la possibilità che i droni saranno utilizzati da Atene come deterrente nei confronti della Turchia, la quale ha già inviato i propri droni nel Mar Egeo e presso la regione di Evros, al confine con la Grecia. 

Nel dare l’annuncio sull’accordo raggiunto, il Ministero della Difesa israeliano ha altresì reso noto che le relazioni in materia di sicurezza tra Grecia e Israele sono in espansione. In aggiunta, il direttore del Dipartimento per la cooperazione internazionale in materia di Difesa, Yair Kulas, ha dichiarato che Gerusalemme intende siglare ulteriori accordi con la Grecia e con altri Paesi europei, per sostenerli nell’affrontare le sfide in materia di sicurezza. 

Reuters rivela che le relazioni tra Grecia e Turchia risultano compromesse per via di molteplici fattori. Principalmente, ad aver incrinato i rapporti tra Ankara e Atene concorrono le dispute in materia di diritti minerari nel Mar Egeo, all’interno delle quali si inserisce la controversia sulle trivellazioni condotte dalla Turchia a largo delle coste di Cipro, ricche di gas naturale. In aggiunta, le relazioni risultano ulteriormente compromesse da quando la Turchia ha dichiarato, il 28 febbraio, che non avrebbe più trattenuto i migranti all’interno del proprio territorio, come invece sancito da un accordo siglato da UE e Turchia, il 18 marzo 2016, con cui Ankara aveva accettato di bloccare il flusso di rifugiati e migranti verso l’Europa in cambio di miliardi di euro di aiuti. Secondo la Grecia, si è trattato di un “attacco pianificato contro la Grecia e contro l’Europa”. 

Per rispondere al clima di tensione tra Grecia e Turchia, Atene sta rafforzando i rapporti e le collaborazioni in materia di Difesa, anche attraverso acquisti di armamenti, sia con alleati storici, come la Francia e gli Stati Uniti, sia con i principali rivali di Ankara, come Israele, Egitto e Arabia Saudita. 

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Jasmine Ceremigna 

di Redazione

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