Immigrazione: UE preoccupata per la pressione su Italia e Malta

Pubblicato il 8 maggio 2020 alle 16:35 in Europa Immigrazione

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La commissaria dell’Unione Europea per gli Affari Interni, Ylva Johansson, ha chiesto ai Paesi membri maggiore solidarietà nei confronti di Italia e Malta di fronte alla crescente ondata di movimenti migratori attraverso il Mar Mediterraneo e verso le porte dell’Europa. “Ricominciamo a vedere migranti che utilizzano piccole imbarcazioni e attraversano il Mediterraneo per raggiungere l’Italia e Malta. Sono molto preoccupata per la loro sicurezza, e per la pressione che questo ancora una volta pone su questi due Paesi”, ha dichiarato la Johansson in un’audizione al Parlamento europeo, giovedì 7 maggio. La commissaria ha dunque invitato i ministri dell’Interno dei Paesi membri a collaborare per cercare di affrontare con spirito di solidarietà la questione degli arrivi di migranti nel complicato contesto dell’epidemia di coronavirus.

Nel frattempo, Francia, Germania, Italia e Spagna stanno spingendo la Commissione europea a sostenere un “meccanismo di solidarietà per la ricerca e il salvataggio” dei migranti. È quanto aveva riferito lagenzia di stampa italiana ANSA, il 19 aprile, dopo aver visionato lettera inviata all’Europa dai Ministeri dell’Interno dei 4 Paesi. La richiesta cercava di incoraggiare il rilancio di un sistema europeo comune di asilo fallito prima dell’estate. Oltre a chiedere l’elaborazione di un meccanismo solidale, la lettera prevedeva anche “una lista di clausole per dichiarare la non ammissibilità delle richieste di asilo nelle procedure alle frontiere esterne e un meccanismo vincolante per un’equa ridistribuzione dei richiedenti asilo tra gli Stati secondo criteri specifici”, specifica ANSA.

Il 16 aprile, la Commissione europea ha presentato le linee guida per l’attuazione delle regole europee sull’asilo e sulle procedure di rimpatrio dei migranti durante l’emergenza dovuta al coronavirus. Bruxelles ha sottolineato che il principio del non respingimento per chi cerca protezione internazionale continua a rimanere valido e che, dunque, le esenzioni dalle restrizioni ai viaggi da Paesi terzi valgono per le persone che presentano richieste di asilo o che si spostano per altri motivi umanitari.

Le linee guida, redatte con l’ausilio dell’Ufficio europeo di sostegno per l’asilo (EASO), dell’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera (Frontex) e in cooperazione con le autorità nazionali, prevedono, in particolare, che la registrazione e il trattamento delle domande di asilo proseguano senza ostacoli, nel rispetto delle condizioni di sicurezza stabilite dalle misure di contrasto al coronavirus, e che la quarantena e le misure di isolamento dei richiedenti asilo siano ragionevoli, proporzionate e non discriminatorie. Per quanto riguarda le disposizioni sul rimpatrio, le linee guida precisano che, malgrado le perturbazioni temporanee, occorre proseguire con i lavori in modo da essere pronti quando le operazioni riprenderanno. In questo momento, specifica il documento, occorre dare la precedenza ai rimpatri volontari, dal momento che, in genere, presentano un rischio minore in termini sanitari e di sicurezza.

Il 7 aprile, l’Italia ha chiuso i suoi porti alle navi delle ONG per l’intera durata dell’emergenza sanitaria nazionale, dichiarando che non possono essere più considerati sicuri a causa dell’epidemia di coronavirus. “Per tutta la durata dell’emergenza sanitaria nazionale causata dalla diffusione del COVID-19, i porti italiani non possono garantire i requisiti necessari per essere definiti e classificati come porti sicuri”, ha dichiarato il decreto governativo. L’emergenza nazionale dovrebbe protrarsi fino al 31 luglio, secondo le disposizioni attuali, ma la scadenza potrebbe essere estesa. La norma appena emanata, nello specifico, riguarda “i casi di soccorso effettuati da parte di unità navali battenti bandiera straniera al di fuori dell’area SAR (ricerca e soccorso) italiana”.Sulla scia dell’Italia, il governo maltese ha approvato all’unanimità, l’11 aprile, una decisione che impedisce alle navi delle organizzazioni no-profit e ad altre imbarcazioni di portare nel Paese le persone salvate in mare, ovvero migranti, rifugiati e richiedenti asilo.

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Chiara Gentili

di Redazione

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