Tensioni Cipro-Turchia: Nicosia si rivolge alle Nazioni Unite

Pubblicato il 7 maggio 2020 alle 12:29 in Cipro Turchia

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Il rappresentante permanente di Cipro presso le Nazioni Unite, Andreas Mavroyiannis, ha inviato due lettere al segretario generale dell’ONU, Antonio Guterres, denunciando le operazioni di trivellazione condotte dalla Turchia a largo dell’isola. 

Nello specifico, secondo quanto rivelato, giovedì 7 maggio, dal Cyprus Mail, Mavroyiannis ha condannato le rivendicazioni della Turchia, ritenute illecite, in merito ai suoi diritti in alcune aree del Mediterraneo orientale e ha altresì contestato le nuove operazioni di trivellazione avviate da Ankara a largo dell’isola. 

Da parte sua, ha aggiunto Mavroyiannis, Cipro non accetta le coordinate geografiche ricevute dalla Turchia, la quale ha tentato di ridefinire la propria piattaforma nel Mediterraneo orientale, né la cartina ricevuta da Ankara che “invade le zone marittime di Cipro e degli altri Stati costieri della regione”. In aggiunta, il rappresentante permanente di Cipro presso le Nazioni Unite ha denunciato a Guterres le pretese illegittime della Turchia, la quale intende “addentrarsi in aree marittime dove non può avere alcun diritto secondo il diritto internazionale e pretende di delimitare i confini marittimi con Stati che non ha di fronte, né con cui condivide frontiere, quindi le cui aree marittime non combaciano.  

In particolare, con tali parole, Mavroyiannis ha fatto riferimento a quanto accaduto lo scorso 27 novembre, quando la Turchia aveva firmato un accordo con la Libia in merito alla definizione dei confini marittimi. Nello specifico, in tale occasione, il presidente del Consiglio presidenziale del governo tripolino, Fayez Al-Sarraj, ed il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, avevano firmato alcuni memorandum d’intesa relativi alla cooperazione in materia di sicurezza e al settore marittimo. A causare tensioni è il memorandum siglato in ambito marittimo, il quale, sottolinea Reuters, definisce i confini marittimi tra Libia e Turchia anche nei pressi dell’isola greca di Creta. Tale isola, a detta di Ankara, non dispone di piattaforma continentale, ma solo di acque territoriali, motivo per cui è stato possibile definire i confini delle acque intorno a Creta. La Grecia, invece, da parte sua, considera l’accordo siglato tra Libia e Turchia una “palese violazione del diritto internazionale”. 

Il risultato di tale accordo, ha commentato Mavroyiannis, è soltanto aver creato uno strumento illecito che crea un confine inesistente tra la Turchia e la Libia alle spese dei diritti e degli interessi degli Stati terzi”. 

Per quanto riguarda invece le trivellazioni condotte da Ankara a largo dell’isola, il rappresentante cipriota presso l’ONU ha ribadito che la Repubblica di Cipro è “l’unico soggetto di diritto internazionale dell’isola, quindi l’unico ad essere sovrano sull’intero territorio e a possedere i diritti che ne derivano”. In tale contesto, Mavroyiannis ha condannato il nuovo invio di una nave da trivellazione da parte di Ankara, il che rappresenta secondo il rappresentante presso l’ONU “una diretta violazione dei diritti sovrani di Cipro e della sua giurisdizione secondo il diritto internazionale”. In aggiunta, Mavroyiannis, nella sua lettera a Guterres, ha denunciato la militarizzazione da parte della Turchia delle acque a largo di Cipro. 

L’annuncio della partenza della Yavuz verso le acque cipriote era giunto nella notte tra il 19 e il 20 aprile, quando Ankara aveva rilasciato un avviso di navigazione, annunciando che la Yavuz si sarebbe stazionata nell’area compresa tra il blocco 6 e il 7 della ZEE cipriota dal 20 aprile al 18 luglio. La nuova spedizione della nave turca è la sesta dallo scorso 3 maggio, data di avvio del programma di esplorazione mineraria nelle acque cipriote da parte della Turchia.    

L’intenzione della Turchia di portare avanti i propri programmi di esplorazione energetica nell’Egeo, nel Mediterraneo orientale e nelle acque a largo di Cipro era già stata confermata, lo scorso 9 aprile, dal ministro della Difesa turco, Hulusi Akar. Successivamente, il 15 aprile, il ministro degli Esteri di Ankara, Mevlut Cavusoglu, aveva specificato che la Turchia aveva intenzione di proseguire con le trivellazioni a largo di Cipro, dove è pronta a inviare una terza nave.    

In risposta, il 16 aprile, il portavoce del governo di Cipro, Kyriakos Kousios, aveva dichiarato che la Turchia “si sta comportando come il pirata del Mediterraneo orientale, calpestando e violando i principi del diritto internazionale e interferendo con i diritti sovrani di Stati terzi, Cipro inclusa”.  In aggiunta, Kousios aveva criticato la scelta della Turchia di continuare, anche intensificando, la propria politica di esplorazione mineraria nelle acque cipriote, soprattutto in un contesto in cui gli Stati sono concentrati sul contrasto alla diffusione del coronavirus, avendo come priorità la tutela sella salute e della sicurezza dei propri cittadini. Per tale ragione, il governo cipriota, aveva dichiarato il suo portavoce, agirà in risposta come necessario.     

Da parte sua, Cavusoglu aveva ricordato di aver avvertito in passato i greco-ciprioti di non decidere unilateralmente sui diritti minerari del Mediterraneo orientale senza aver prima raggiunto un accordo con la controparte turco-cipriota. Tuttavia, secondo il ministro degli Esteri turco, tale avvertimento è stato ignorato e, in difesa dei turco-ciprioti, Ankara ha avviato il proprio programma di trivellazione.       

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Jasmine Ceremigna 

di Redazione

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