Israele: la Corte Suprema approva l’alleanza Gantz-Netanyahu

Pubblicato il 7 maggio 2020 alle 11:28 in Israele Medio Oriente

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La Corte suprema israeliana ha convalidato l’accordo di governo tra il premier Benjamin Netanyahu ed il suo ex rivale, Benny Gantz, respingendo all’unanimità le petizioni che impedivano al primo ministro di ricevere un nuovo incarico, visto il suo coinvolgimento in un triplice processo giudiziario.

Vista la decisione della Corte Suprema, giunta il 6 maggio, 24 ore prima del termine precedentemente stabilito, i leader di Likud, Netanyahu, e di Blue and White, Gantz, si sono impegnati a prestare giuramento, per l’insediamento del nuovo esecutivo, il 13 maggio prossimo, ponendo fine alla fase di stallo politico che ha visto il popolo israeliano recarsi alla urne per tre volte in un anno. Gantz e Netanyahu saranno a capo di un governo di emergenza di unità nazionale e, secondo quanto previsto dall’intesa, i due si alterneranno alla guida ogni 18 mesi per un periodo complessivo di tre anni.

Le discussioni presso la Corte suprema avevano avuto inizio il 3 maggio scorso e avevano preso in esame le petizioni contro l’intesa Gantz-Netanyahu riguardanti alcuni punti. In particolare, è stato messo in discussione il principio di rotazione alla base del nuovo esecutivo, in quanto questo comporterebbe dei cambiamenti per la semi costituzionale Legge Base israeliana e per il sistema politico del Paese. Altro punto contestato è lo status di Netanyahu, accusato di frode, corruzione e abuso d’ufficio, il cui processo dovrebbe avere inizio il 24 maggio prossimo. Tuttavia, secondo la legge, la condizione principale per ricevere l’incarico di formare un governo è la partnership alla Knesset e Netanyahu ne è un membro. Pertanto, egli sarà costretto a rinunciare alla posizione di premier solo nel caso in cui verrà ufficialmente condannato.

Secondo gli 11 giudici impegnati nell’esaminare le petizioni, non vi sono clausole che impediscono la formazione del nuovo governo così come stabilito dai due leader, sebbene questo sia inusuale per la storia di Israele. Inoltre, è stato precisato, qualsiasi forma di interferenza esterna ostacola il volere della maggioranza e, vista l’emergenza, non è possibile dare spazio ad obiezioni che causerebbero il perdurare della fase di stasi e un quarto turno elettorale.

Come accordato dalle parti coinvolte, il primo a guidare il nuovo governo di Israele sarà il premier uscente, Netanyahu, il quale resterà in carica per altri 18 mesi, mentre Gantz, ex capo di Stato Maggiore, assumerà la carica di ministro della Difesa, oltre che di primo ministro “supplente”. Successivamente, i due si scambieranno le mansioni. L’ultima tornata elettorale, la terza in un anno, si è svolta il 2 marzo scorso, ma anche questa si è rivelata inconcludente. In particolare, in tale occasione, Likud ha ottenuto 36 seggi e, unendosi con la sua alleanza di destra, ha raggiunto quota 58 seggi, un numero inferiore ai 61 richiesti per avere la possibilità di formare il nuovo esecutivo.

Pertanto, la missione era stata affidata a Gantz, il 16 marzo scorso, dopo essersi guadagnato la fiducia della maggioranza necessaria per provare a formare un nuovo esecutivo. Il leader di Blue and White, vista la necessità impellente di un governo volto a far fronte altresì all’emergenza coronavirus, ha successivamente portato Gantz a raggiungere un’intesa con il suo ex rivale, il 26 marzo, data in cui è salito alla presidenza del Parlamento israeliano con 74 voti, provenienti perlopiù dal blocco di destra comprendente Likud.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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