Iraq: via libera al nuovo governo “di soluzione”

Pubblicato il 7 maggio 2020 alle 8:57 in Iraq Medio Oriente

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Il premier designato per la formazione del nuovo esecutivo iracheno, Mustafa al-Kadhimi, ha ottenuto la fiducia del Parlamento dopo più di cinque mesi di stallo politico.

La notizia è giunta nella tarda serata del 6 maggio, a seguito della sessione parlamentare volta a votare la fiducia della squadra governativa proposta dal nuovo premier. Al-Kadhimi, ex capo dell’intelligence, è stato il terzo ad impegnarsi nella formazione di un esecutivo che possa portare l’Iraq fuori dalla situazione di impasse in cui versa attualmente. In particolare, è dal 30 novembre 2019 che Baghdad si ritrova ad assistere ad un vuoto politico, a seguito delle dimissioni del premier allora in carica, Adel- Abdul Mahdi, ritiratosi dalla scena politica irachena sotto la spinta dalla forte mobilitazione popolare, che ha avuto inizio il primo ottobre. Successivamente, l’incarico è stato conferito a Mohammed Tawfiq Alawi, dimessosi il primo marzo scorso, per poi passare ad Adnan al-Zurufi e, infine ad al-Kadhimi. Quest’ultimo è stato nominato dal presidente iracheno, Barham Salih, il 9 aprile, e avrebbe dovuto completare la missione entro il 9 maggio.

Tuttavia, già il 7 maggio, dopo settimane di negoziazioni con i diversi partiti politici iracheni, al-Kadhimi ha prestato giuramento dinanzi a 266 deputati, su un totale di 329, dopo che il Parlamento ha avallato la squadra governativa proposta. Nel suo discorso, il premier ha affermato che il nuovo governo è un governo volto ad offrire soluzioni, senza esacerbare ulteriormente le crisi attuali, ed ha ribadito il rifiuto verso la trasformazione dell’Iraq in un’arena testimone di attacchi tra parti esterne. Parallelamente, è stata evidenziata la necessità di limitare le “armi” e le “forze armate” poste nelle mani dello Stato, mentre sul fronte interno il primo ministro si è impegnato a far fronte all’emergenza coronavirus e ad indire elezioni anticipate.

“Sicurezza, stabilità e rinascita dell’Iraq” sono le parole che, a detta di al-Kadhimi, caratterizzeranno il nuovo percorso iracheno. Ciò significa sviluppare e riformare le istituzioni governative, affrontare le sfide economiche e finanziarie, tener conto dei pilastri alla base delle relazioni esterne, far fronte alla lotta alla corruzione e porre la giustizia come punto di riferimento per uno Stato di successo. Non da ultimo, le proteste pacifiche avranno il compito di guidare lo Stato, il governo federale, la regione del Kurdistan e tutte le province. A tal proposito, il neo premier si è altresì impegnato a portare dinanzi alla giustizia i colpevoli delle azioni violente perpetrate nel corso delle proteste intraprese il primo ottobre 2019.

Parallelamente, sono 15 i ministri a cui è stata accordata la fiducia. Tuttavia, i Ministeri del Petrolio e degli Esteri sono ancora privi di un rappresentante, visto il mancato accordo sulle personalità proposte. Inoltre, sono stati altresì rifiutati i ministri di Giustizia, Agricoltura, Cultura, Immigrazione e Commercio inseriti da al-Kadhimi nella nuova squadra governativa. Pertanto, vi sarà una nuova sessione per completare ufficialmente il governo di Baghdad. Ai sensi della Costituzione irachena, un governo può ottenere la fiducia se viene approvata più della metà dei membri del gabinetto proposto, ed è ciò che è avvenuto il 6 maggio, con l’approvazione di 15 Ministeri su un totale di 22.

Mustafa Al-Kadhimi, nato a Baghdad nel 1967, ha lasciato l’Iraq nel 1985 ed ha sostato in diversi Paesi europei durante la sua membership ai gruppi di opposizione al regime di Saddam Hussein, prima di assumere la direzione dei servizi di intelligence nel 2016, durante il mandato dell’ex primo ministro, Haider al-Abadi. Grazie a tale mansione, al-Kadhimi ha avuto modo di stringere rapporti con diversi Paesi e organizzazioni legati alla coalizione anti-ISIS, a guida statunitese. È il premier più giovane dall’istituzione dello Stato iracheno. A detta di alcune fonti, dopo l’occupazione americana in Iraq nel 2003, al-Kadhimi ha lavorato come caporedattore di una rivista settimanale di proprietà del presidente Salih e come scrittore per il sito statunitense “Monitor”, concentrandosi perlopiù su tematiche legate alla pace sociale in Iraq.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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