Etiopia: il premier avverte l’opposizione contro i tentativi di golpe

Pubblicato il 7 maggio 2020 alle 20:56 in Africa Etiopia

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Il primo ministro etiope, Abiy Ahmed, ha accusato l’opposizione di voler sfruttare il rinvio delle elezioni per impadronirsi del potere con mezzi incostituzionali. In un discorso pubblicato sulla sua pagina Facebook, Abiy ha affermato che “coloro che ricercano mezzi illegali per ottenere la guida del Paese saranno puniti dalla legge”. La nazione africana avrebbe dovuto tenere elezioni generali a fine agosto. Tuttavia, a causa della pandemia di coronavirus, la commissione elettorale ha deciso di rinviare il voto a data da definire. Ciò significa che non ci saranno elezioni prima della fine del mandato degli attuali membri del Parlamento, in scadenza a ottobre. Una situazione che potrebbe comportare una crisi politica interna, secondo alcuni analisti e leader dell’opposizione. Martedì 5 maggio, i legislatori hanno occupato formalmente la Camera alta del Parlamento in modo da poter decidere su un’interpretazione della Costituzione che offra una soluzione a questo vicolo cieco.

A ottobre 2019, una vasta ondata di proteste aveva scosso loperato del primo ministro Abiy, facendogli temere di non essere rieletto. La causa scatenante era stata l’accusa rivolta contro un famoso attivista etiope, Jawar Mohammed, che, secondo fonti governative, avrebbe provato a organizzare un attacco contro il premier. “Abbasso Abiy” e “Stiamo con Jawar, Jawar è il nostro eroe” sono stati alcuni degli slogan più comuni tra i manifestanti.

Jawar, imprenditore nel settore delle comunicazioni e appartenente al gruppo etnico degli Oromo, è un eroe e un punto di riferimento per diversi suoi connazionali che si ribellano al governo del primo ministro Abiy e contestano la sua vittoria al Nobel per la Pace. Jawar, considerato il leader delle proteste anti-Abiy, era stato interrogato dalla polizia nella sua abitazione, il 22 ottobre. Centinaia di suoi sostenitori erano accorsi per mostrargli il loro appoggio e da lì pesanti proteste erano divampate in varie parti del Paese, con le forze di sicurezza che lanciavano gas lacrimogeni e colpi di arma da fuoco per disperdere i manifestanti. 

Abiy, salito al potere nel 2018, è stato criticato per la risposta data dal suo governo alla violenza che ha sconvolto il Paese negli ultimi mesi. A tal proposito, a inizio novembre, la portavoce del premier, Seyoum Billene lo aveva difeso, respingendo le critiche e definendole deboli. A suo dire, si è trattato di una violenza perpetrata da individui che si oppongono all’agenda di riforme del primo ministro, il quale è stato altresì promotore della liberazione dei prigionieri politici e della creazione di un ambiente politico più inclusivo. 

La violenza etnica è stata un problema ricorrente sotto Abiy. Gli eventi dimostrano altresì la forte instabilità che caratterizza l’Etiopia, nonostante le riforme sociali, economiche e in materia di sicurezza messe in atto durante il mandato del premier. Queste hanno portato sia a una svolta nella politica interna ed estera del Paese, il più popoloso dell’Africa dopo la Nigeria, sia a un nuovo equilibrio diplomatico nel Corno d’Africa.

Il Paese ha già subito un tentativo di colpo di Stato, il 22 giugno. Questo si era verificato a Bahir Dar, capitale dello Stato di Amhara, nel Nord del Paese. I cospiratori avevano intenzione di rovesciare il capo del governo regionale, Ambachew Mekonnen, che di fatto è rimasto ucciso nel fallito colpo di Stato insieme a un suo consigliere. Oltre a loro, hanno perso la vita anche il Generale etiope Seare Mekonnen, Capo di Stato maggiore dell’esercito, ucciso da un proiettile sparato dalla sua guardia del corpo, e un altro ufficiale in pensione. Il 24 giugno, le autorità di Addis Abeba hanno rivelato che l’organizzatore del golpe, il generale Asamnew Tsige, era stato eliminato dalle forze di sicurezza etiopi. 

In più, il 23 giugno 2018, alcuni aggressori armatiavevano detonato una granata durante un comizio presieduto dal premier Abiy per cercare di impedire alla sua amministrazione di governare il Paese. L’episodio si era concluso con 2 morti e con il ferimento di più di 83 persone, ma il primo ministro era riuscito a uscirne illeso.

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Chiara Gentili

di Redazione

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