Venezuela: cittadini USA coinvolti nel tentativo di invasione

Pubblicato il 6 maggio 2020 alle 8:17 in America Latina Venezuela

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Le autorità venezuelane hanno spiegato che la fallita invasione marittima di domenica 3 maggio faceva parte di un piano per assassinare il presidente Nicolás Maduro. Secondo il governo di Caracas, 15 persone sono state arrestate e altre otto sono morte.

Il presidente Maduro ha ribadito lunedì 4 maggio, durante la sua prima apparizione pubblica dopo aver appreso degli eventi di domenica, che l’obiettivo centrale della fallita invasione “era uccidere il presidente del Venezuela (…), cercare di uccidere me”.

Tra gli arrestati vi sono due cittadini statunitensi, catturati martedì 5 maggio insieme ad altri sei soggetti, nel quadro di un forte dispiegamento militare composto da 25.000 soldati, il cui obiettivo è “garantire la ricerca di possibili minacce”, ha spiegato il capo del comando strategico della Forza operativa delle Forze Armate Nazionanli Bolivariane (CEOFANB), Remigio Ceballos.

A questi si aggiungono altre due persone detenute domenica, al momento della fallita invasione, in cui, inoltre, altri otto membri del commando hanno perso la vita per mano delle forze di sicurezza dello stato e che il governo venezuelano designa come “mercenari”.

Maduro ha confermato che due cittadini statunitensi sono stati arrestati come parte del un gruppo descritto dall’esecutivo come “mercenari”.

“In questo gruppo c’erano membri della squadra di sicurezza di Donald Trump: Aaron Berry, mercenario professionista degli Stati Uniti, e Luke Denman. Stanno già dichiarando” – ha detto il presidente in un comunicato televisivo insieme all’alto comando militare in cui ha sottolineato che finora 15 persone sono state arrestate e che le ricerche continuano.

Jack Murphy, che si identifica come un altro ex Ranger, ammette la cattura di Denman e Barry, ex membri del Gruppo 10 delle forze speciali statunitensi e lascia intendere che i cittadini statunitensi implicati potrebbero essere di più.

Maduro ha inoltre mostrato in televisione “forniture belliche statunitensi e colombiane”, elmetti militari e attrezzature di comunicazione, oltre ai badge identificativi comunemente indossati dai militari “terroristi che ci attaccano”.

L’entourage del leader dell’opposizione venezuelana Juan Guaidó ha chiesto al governo di Nicolás Maduro di rispettare i diritti umani dei detenuti.

“Chiediamo il rispetto dei diritti umani e le garanzie fondamentali delle persone catturate nelle ultime ore. La storia della dittatura di Nicolás Maduro include torture, sparizioni forzate ed esecuzioni extragiudiziali” – recita una dichiarazione dell’equipe di Guaidó, che si firma come “legittimo governo” del Venezuela.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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