UE: Summit con i Balcani per allontanare Russia e Cina

Pubblicato il 6 maggio 2020 alle 10:22 in Balcani Europa

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In vista dell’incontro tra i 27 leader degli Stati Membri dell’Unione Europea e i loro omologhi di Serbia, Kosovo, Montenegro, Albania, Bosnia e Macedonia del Nord, un alto funzionario dell’UE ha dichiarato che il vertice giunge per ribadire la prospettiva europea della regione balcanica, ma al tempo stesso per invitare Paesi dei Balcani ad allontanarsi da Russia e Cina. 

Tali parole giungono alla luce dell’ulteriore avvicinamento di Russia e Cina alla regione in seguito allo scoppio della pandemia da coronavirus. In particolare, sia la Serbia sia la Bosnia hanno ricevuto medici e aiuti sanitari Mosca e Pechino ed entrambi hanno criticato duramente l’Europa, denunciando la mancanza di solidarietà e di aiuti per gli Stati non membri.  

Ciò, rivela Reutersnon è stato ben accolto dai 27 Paesi membri e dagli stessi vertici dell’UE, che hanno dichiarato di ritenere di non essere stati considerati abbastanza, nonostante i 3.3 miliardi di euro inviati alla regione, i quali secondo gli esperti superano il valore degli aiuti recapitati da Russia e Cina. 

In tale contesto, il Summit del 6 maggio, il quale si sarebbe inizialmente dovuto tenere a Zagabria per omaggiare i vent’anni dal primo incontro, giunge, secondo quanto dichiarato a Reuters, per recapitare agli Stati dei Balcani un duplice messaggio. Il primo è che i 27 Stati membri dell’UE sono favorevoli all’ingresso nel blocco comunitario della regione balcanica. Il secondo è che gli Stati dei Balcani “non possono fare i ruffiani con la Russia e con la Cina quando gli conviene”. 

L’attenzione dell’UE verso i Paesi della regione balcanica è incrementata, rivela Reuters, a causa dei timori dei leader dei 27 governi in merito all’avvicinamento e alla crescita dell’influenza della Russia e della Cina. In linea con ciò, il New York Times aveva sottolineato, in vista della decisione dello scorso 24 marzo del Consiglio dell’UE sull’apertura dei negoziati di adesione per Albania e Macedonia del Nord, che ciò assumeva particolare valore, oltre che per i Paesi della regione, anche per l’UE stessa, date le preoccupazioni sul ruolo che Russia e Cina possano assumere nella regione per riempire l‘eventuale vuoto lasciato dall’Europa.  

Tali preoccupazioni erano già state confermate all’indomani dello scorso 17 ottobre, data in cui il Consiglio dell’UE aveva frenato l’avvio dei negoziati di adesione per Tirana e Skopje, dato il progressivo avvicinamento di Mosca e Pechino.  

In particolare, il 25 ottobre, il Bloomberg aveva annunciato la vicina firma, da parte della Serbia, di un accordo commerciale con l’Unione Economica Euroasiatica (EEU), la risposta russa all’Unione Europea, mentre il 23 ottobre era iniziata una esercitazione militare congiunta russo-serba, la Slavic Shield 2019, e il direttore del servizio estero di intelligence della Russia, Sergey Naryshkin, aveva dichiarato alla televisione di stato serba che i 2 Paesi stavano portando avanti “operazioni complesse congiunte” per proteggere i rispettivi interessi nazionali. 

In aggiunta, poco dopo il no dell’UE, l’agenzia stampa della Cina, Xinhua, aveva rivelato, il 25 ottobre, che Cina ed Albania avevano dato il via a una “nuova era di cooperazione” in occasione del Forum dei sindaci delle città dei Paesi dell’Europa centrale ed orientale che era in corso a Tirana, finalizzato a promuovere maggiore cooperazione nel settore degli investimenti, dei trasporti, delle finanze, della scienza, dell’educazione e della cultura tra Cina e Albania. 

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Jasmine Ceremigna 

di Redazione

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