Stati Uniti e Regno Unito avviano negoziati post-Brexit

Pubblicato il 6 maggio 2020 alle 18:31 in UK USA e Canada

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I negoziatori degli Stati Uniti e del Regno Unito hanno avuto un vertice in videoconferenza per discutere del nuovo accordo commerciale che i due Paesi firmeranno in seguito al completamento della Brexit. 

Nello specifico, rivela il Financial Times, nel corso del vertice, che si è tenuto martedì 5 maggio, il rappresentante commerciale degli Stati Uniti, Robert Lighthizer, e la sua omologa britannica, Liz Truss, hanno deciso di lavorare “a passo svelto” per raggiungere un accordo commerciale completo, ma alcuni dissidi in materia di agricoltura, insieme allo stallo dei negoziati tra Londra e Bruxelles, oltre alle elezioni presidenziali negli Stati Uniti, rischiano di compromettere l’obiettivo dei due negoziatori. 

In un comunicato congiunto ufficiale rilasciato al termine del vertice, Lighthizer e Truss hanno annunciato che per le prossime due settimane, circa 30 team di negoziatori, ciascuno focalizzato su un ambito, si riuniranno in videoconferenza per coprire tutti gli elementi da includere in un accordo commerciale completo. Da parte loro, i due negoziatori capo hanno dichiarato che entrambi i Paesi intendono siglare un accordo ambizioso, la cui priorità sarà il raggiungimento del libero scambio. In aggiunta, l’accordo dovrà essere completo, dato che uno degli obiettivi del negoziato è evitare che si siglino “mini-accordi” come quelli siglati dagli Stati Uniti con la Cina 

Tuttavia, i negoziatori di Washington sono consapevoli che prima di siglare un accordo con Londra, il Regno Unito dovrà aver stabilito la sua nuova relazione commerciale con l’Unione Europea, perché ciò determinerà in che modo, e in quali aree, le norme britanniche rimarranno allineate a quelle europee. In tale contesto, e data anche la prossimità delle elezioni presidenziali negli Stati Uniti, esperti e lobbisti statunitensi hanno dichiarato di essere scettici sul raggiungimento di un accordo commerciale con Londra prima dell’elezione del nuovo capo della Casa Bianca. 

Di parere opposto è invece l’ex segretario di Stato britannico al commercio, Liam Fox, il quale sostiene che il coronavirus abbia incrementato la necessità per gli Stati Uniti e per il Regno Unito di ottenere in tempi brevi un accordo di libero commercio. In aggiunta, un ex funzionario al commercio del governo di Londra, David Henig, ha dichiarato di ritenere possibile che a breve i due Paesi firmino un accordo, dato che sia il premier britannico, Boris Johnson, sia il presidente statunitense, Donald Trump, hanno la necessità di annunciare un successo politico entro l’anno.  

Nello specifico, il Financial Times rivela che per l’esecutivo di Johnson riveste grande valore la firma di un accordo commerciale con Washington, dato che è una delle priorità dell’agenda di governo, nonostante le migliori stime commerciali interne abbiano rivelato che un simile accordo porterebbe una crescita del PIL pari allo 0,16% in quindici anni. 

Ciò nonostante, rivela EurActiv, numerosi analisti commerciali hanno dichiarato di non credere che la firma dell’accordo sia vicina. In particolare, se nel Regno Unito Johnson ha la maggioranza in Parlamento, il che rende probabile l’approvazione dell’accordo, negli Stati Uniti si teme che Washington voglia esercitare pressioni per assicurarsi l’accesso al mercato degli appalti in ambito sanitario e l’esportazione di pollo e carne, trattati rispettivamente con il cloro e con gli ormoni. A tale riguardo, Truss ha assicurato che il Regno Unito non comprometterà i propri standard in materia alimentare, ma un membro del gruppo di consulenza al governo britannico in materia di commercio, Sam Lowe, ha dichiarato che l’esecutivo di Londra è diviso tra chi intende accettare tutte le condizioni di Washington e chi no, anche se, ha sottolineato Lowe, “gli Stati Uniti, come dimostrato con l’UE, tendono ad ottenere ciò che vogliono”. 

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Jasmine Ceremigna 

di Redazione

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