Il Qatar e il coronavirus: dalle conseguenze per la Qatar Airways agli accordi con le banche straniere

Pubblicato il 6 maggio 2020 alle 17:10 in Medio Oriente Qatar

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Il Ministero della Salute del Qatar, mercoledì 6 maggio, ha riferito di un aumento di contagi da Covid-19 pari a +830. La pandemia ha causato diverse conseguenze economiche, anche per la compagnia aerea Qatar Airways.

Secondo gli ultimi dati riportati dal Ministero qatariota, il bilancio totale dei casi positivi al coronavirus nel Paese ha raggiunto quota 17.972, di cui 12 decessi. I pazienti guariti ammontano, invece, a 2070, di cui 146 relativi alle ultime 24 ore. A detta del Ministero, attualmente il Paese si trova nella cosiddetta fase di picco, ma si prevede che nelle prossime settimane si potrà assistere ad una graduale diminuzione delle infezioni. Un rapporto del quotidiano indiano Business Standard ha rivelato che il Qatar è il Paese con il più alto tasso di infezioni quotidiane da Covid-19 in relazione alla popolazione, superando anche Stati Uniti e Italia.

Il protrarsi della crisi derivante dalla pandemia ha portato la compagnia aerea Qatar Airways ad adottare nuove misure, sebbene nel mese di marzo questa fosse una delle poche ancora attive e ad operare voli di linea passeggeri. Tuttavia, la crescente riduzione del traffico aereo, pari a circa il 50%, ha spinto la compagnia a prevedere una riduzione del personale. Come spiegato dal CEO, Akbar Al Baker, anche la Qatar Airways si ritrova ad affrontare una nuova realtà, caratterizzata dalla chiusura di numerosi confini e, di conseguenza, dall’inaccessibilità di molte destinazioni precedentemente incluse nel network. Tale motivo la spinge a considerare nuove misure, tra cui il taglio del personale, volte a garantire la propria sopravvivenza.

Parallelamente, Doha ha registrato un aumento del deficit netto delle attività bancarie in valuta estera pari al 55%, da settembre 2019 a marzo 2020. In particolare, il deficit totale delle attività estere del sistema bancario qatariota ha raggiunto quota 89 miliardi di dollari, rispetto ai 57,4 del medesimo periodo dell’anno precedente, il 2019. Il Qatar è stato colpito da una scarsità di valuta estera, a causa della diminuzione degli investimenti esteri e del calo degli utili in valuta estera. Tali fenomeni sono andati ad aggiungersi agli effetti provocati dalla cosiddetta crisi del Golfo tuttora irrisolta. Questa ha avuto inizio il 5 giugno 2017, data in cui è stato imposto su Doha un embargo diplomatico, economico e logistico, accusandola di sostenere e finanziare gruppi terroristici come Hamas ed Hezbollah e di appoggiare l’Iran, il principale rivale di Riad nella regione. Secondo i dati ufficiali della Banca del Qatar, il debito pubblico estero totale è aumentato del 25,3% su base annua.

Di fronte a tale scenario, la Qatar Investment Authority, il fondo sovrano del Paese, sta cercando di prendere in prestito circa 8 miliardi di dollari offrendo proprie partecipazioni azionarie nei mercati europei. Tale mossa, secondo alcuni esperti, deriva dal fatto che il Qatar, uno dei maggiori esportatori di gas naturale liquefatto, cerca di rafforzare le proprie riserve di liquidità in un momento in cui il mondo intero assiste ad un calo dei prezzi dell’energia. Tra le banche oggetto dell’accordo vi sono JPMorgan Chase & Co. e UBS Group AG, e il patto prevede un prestito di margine sostenuto da investimenti azionari europei. L’accordo potrebbe essere considerato uno dei maggiori prestiti di margine di sempre nella regione.

In tale quadro, il 23 aprile, l’emiro del Qatar, lo sceicco Tamim bin Hamad al-Thani, aveva affermato di aver indirizzato il proprio governo verso l’elaborazione di riforme radicali volte a creare un’economia diversificata, in grado di resistere alla crisi dei prezzi di petrolio e alla loro fluttuazione. Per fare ciò, era stato specificato, il governo qatariota era stato invitato a mettere in atto riforme volte a “liberalizzare” l’economia di Doha, così da renderla meno vulnerabile alle problematiche del settore energetico e petrolifero.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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