Nigeria: prevista una contrazione economica del 3.4% nel 2020

Pubblicato il 6 maggio 2020 alle 12:44 in Africa Nigeria

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Secondo le previsioni, l’economia nigeriana si contrarrà del 3,4% quest’anno, dal momento che il calo delle entrate petrolifere e la diffusione dell’epidemia di coronavirus hanno costretto il Paese a tagliare ulteriormente i piani di bilancio. Con la crisi del petrolio ancora alle porte, la nazione dell’Africa occidentale ipotizza un prezzo del greggio inferiore a 20 dollari al barile.

La Nigeria, emersa da una recessione nel 2017, stava già lottando con una bassa crescita, pari a circa il 2%, prima che i prezzi del petrolio crollassero. Il Paese, principale esportatore di petrolio africano, fa affidamento sulle vendite di greggio per circa il 90% delle entrate in valuta estera e per più della metà degli introiti dello Stato. Con il crollo dei prezzi globali del petrolio, il ministro delle Finanze, Zainab Ahmed, ha dichiarato a marzo che il budget iniziale di 29,42 miliardi di dollari, previsto per quest’anno, sarebbe stato ridotto di circa il 15%. Al tempo, il ministro aveva affermato che il prezzo iniziale del petrolio, di 57 di dollari al barile, si sarebbe ridotto nel peggior scenario a circa 30 dollari al barile. Martedì, tuttavia, il ministro Ahmed ha specificato che il prezzo di riferimento del greggio dovrebbe essere nuovamente rivisto al ribasso. “Stiamo elaborando un emendamento che porti l’indicatore delle entrate a 20 dollari al barile”, ha riferito Ahmed in una videoconferenza sull’impatto dei prezzi del petrolio sul Paese. Le revisioni di bilancio saranno poi approvate dai legislatori prima di essere promulgate dal presidente.

Ahmed ha altresì affermato che i progetti petroliferi e del gas verranno “avviati molto più tardi di quanto inizialmente previsto” a causa dei tagli di bilancio. La produzione di greggio verrà ridotta a 1,7 milioni di barili al giorno rispetto ai 2,1 milioni inizialmente previsti nel piano. Ben Akabueze, direttore generale dell’ufficio del bilancio, ha dichiarato che le entrate petrolifere dovrebbero scendere di oltre l’80%. A suo dire, il governo ha rivisto le proiezioni e si aspetta una contrazione dell’economia pari al 3,4% quest’anno, mentre le precedenti aspettative ipotizzavano una crescita del 2,9%. La Nigeria pianifica di accelerare i rinnovi delle licenze di estrazione petrolifera per cercare di aumentare le entrate.

Una settimana fa, il Paese ha accantonato i piani per prendere in prestito 2,36 miliardi di dollari dai mercati internazionali e ha deciso invece di rivolgersi ai mercati nazionali per finanziare il bilancio. Il ministro delle Finanze ha poi sottolineato che la Nigeria è in trattativa per rinviare gli obblighi di servizio del debito al “2021 e oltre”. “Non è il perdono del debito, è solo una riprogrammazione dei nostri obblighi”, ha specificato Ahmed che continua a portare avanti i colloqui con i finanziatori. Il Paese spende tra il 58 e il 60% delle entrate per servire il debito. In più, il direttore generale dell’ufficio del bilancio ha affermato che i costi di servizio del debito dovrebbero aumentare di 200 miliardi di naira nel 2020.

L’effetto del calo dei prezzi del petrolio è stato aggravato dalle onde d’urto causate dalla nuova pandemia di coronavirus. Il Paese più popoloso dell’Africa ha registrato il suo primo caso di coronavirus a fine febbraio. Da quel momento, sono stati registrati 2.802 casi ufficiali e 93 morti su una popolazione di 200 milioni di abitanti. Le restrizioni al blocco sono state allentate lunedì 4 maggio nella regione di Lagos, il centro economico del paese, e nella capitale, Abuja. Tale misura ha segnato la riapertura dell’economia dopo oltre quattro settimane di lockdown, nonostante il numero di casi confermati sia raddoppiato nell’ultima settimana.

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Chiara Gentili

di Redazione

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