Kenya-Somalia: il caso dell’aereo precipitato scatena nuove tensioni

Pubblicato il 6 maggio 2020 alle 17:03 in Kenya Somalia

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Il Ministero degli Esteri del Kenya ha chiesto un’indagine rapida sul caso dell’aereo umanitario precipitato in Somalia in circostanze “poco chiare”. Il velivolo della linea keniota African Express Airways, carico di aiuti medici da destinare alla lotta contro il coronavirus, stava per atterrare sul suolo della Somalia quando si è schiantato, lunedì 4 maggio, nel distretto di Bardale, nel Sud del Paese. “L’aereo stava sopra la pista di atterraggio di Bardale quando è precipitato e ha cominciato a prendere fuoco. Tutte e sei le persone a bordo sono morte”, ha riferito Abdulahi Isack, un funzionario della polizia locale. “Non sappiamo cosa abbia causato esattamente l’incidente, ma è in corso un’indagine per stabilire le dinamiche”, ha aggiunto.

Il Kenya ha esortato la Somalia “a indagare a fondo e rapidamente sulla questione perché potrebbe avere un grave impatto sulle operazioni umanitarie in un momento di estrema necessità”. “L’incidente è avvenuto in circostanze poco chiare”, ha dichiarato in una nota il Ministero degli Esteri di Nairobi, esprimendo “profondo shock e cordoglio”. “Tutti i velivoli umanitari che operano nella regione, inclusi quelli kenioti, sono invitati a rafforzare le precauzioni supplementari alla luce delle circostanze poco chiare che circondano l’incidente”, ha specificato il Ministero.

Il gruppo terroristico di al-Shabaab è attivo nella Somalia meridionale, ma l’area in cui si è verificato lo schianto si trova, al momento, sotto il controllo del governo e delle truppe etiopi. Soldati dall’Etiopia e dal Kenya sono tra quelli impegnati in Somalia come parte di una missione di mantenimento della pace dell’Unione Africana (AMISOM), lanciata per combattere la ribellione islamista nella regione.

In una dichiarazione, il Ministero dei Trasporti e dell’Aviazione civile della Somalia ha espresso il suo “profondo rammarico” per l’incidente e ha affermato che il governo stava conducendo “un’indagine approfondita” sulla vicenda”. Un ex ministro somalo della Difesa, Abdirashid Abdullahi Mohamed, ha riferito all’agenzia di stampa Reuters chel’aereo potrebbe essere stato colpito mentre si avvicinava alla pista di atterraggio. Questa versione è stata altresì confermata da un funzionario dell’amministrazione regionale, Ahmed Isaq, martedì 5 maggio. A suo dire, l’incidente potrebbe riguardare più a fondo le relazioni tra il Kenya e la Somalia, complicate da una serie di questioni rimaste in sospeso. Un episodio avvenuto di recente, che aveva rischiato di provocare un’escalation delle tensioni, si era verificato il 4 marzo, in seguito all’accusa, rivolta dal Kenya alla Somalia, di “attacco ingiustificato contro il proprio territorio”. Le forze del governo di Mogadiscio, a detta del governo di Nairobi, avrebbero fatto irruzione all’interno dei confini del Kenya, violando la sua sovranità. L’incidente seguiva giorni di tensione, esplosi il 2 marzo, con intensi combattimenti tra le truppe somale e le forze della regione semi-autonoma di Jubaland, nella città di Bulohawo, al confine tra Kenya e Somalia. Una dichiarazione del governo di Nairobi aveva quindi condannato le “violazioni all’integrità territoriale del Paese e alla sua sovranità”, affermando altresì che le forze somale avrebbero oltrepassato il confine tra i due Stati durante la battaglia.

La principale disputa tra i due Paesi, tuttavia, riguarda una lunga questione sulla delimitazione delle frontiere. La controversia, in particolare, si concentra sulla definizione dei confini terrestri e marittimi tra i due vicini del Corno d’Africa ed era stata presentata dinanzi alla Corte Internazionale di Giustizia dell’Aja già nel 2014, dopo che le negoziazioni sui 100.000 km² di tratto di fondo marino conteso dalle due parti erano state interrotte. I toni della polemica, però, si sono riaccesi a febbraio, quando la Somalia ha accusato il Kenya di aver messo all’asta alcune aree marittime contese per l’esplorazione di gas e petrolio. Da quel momento, le relazioni tra i due Paesi africani si sono notevolmente raffreddate. In risposta alle accuse, seppur negate dalla Somalia, il 19 febbraio Nairobi ha riconvocato a casa il proprio ambasciatore a Mogadiscio, Lucas Tumbo.

I diplomatici somali e kenyoti hanno fin da subito lavorato per gestire le conseguenze dell’incidente e promuovere colloqui bilaterali. Ciononostante, la disputa si è protratta per diversi mesi con la Somalia che aveva deciso di sospendere i voli diretti da Mogadiscio verso il Kenya e quest’ultimo che aveva provocatoriamente annunciato di voler riconoscere la provincia separatista di Somaliland come uno Stato. La regione di Somaliland si era autoproclamata indipendente il 18 maggio 1991, ma non è mai stata riconosciuta né dalla comunità internazionale né dal governo di Mogadiscio. L’11 giugno, il governo del Kenya aveva altresì deciso di imporre il divieto di commercio con la Somalia e di chiudere il punto di passaggio del confine meridionale tra i due Paesi, situato nella contea di Lamu.

Nel marzo 2019, Kenya e Somalia avevano firmato un primo accordo con la mediazione del primo ministro etiope Abiy Ahmed. Una seconda intesa era poi stata sottoscritta a settembre, in occasione della 74esima Assemblea Generale delle Nazioni Unite, a New York. L’accordo era stato negoziato tra i due Paesi del Corno d’Africa con l’obiettivo di ristabilire le relazioni diplomatiche bilaterali e, a differenza della prima volta, la Somalia aveva specificato che avrebbe insistito affinché fosse la Corte Internazionale di Giustizia a decidere in ultima istanza sul caso.

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Chiara Gentili

di Redazione

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