Iraq: attacco missilistico presso l’aeroporto di Baghdad

Pubblicato il 6 maggio 2020 alle 10:27 in Iraq Medio Oriente

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Tre missili Katyuscia hanno colpito, all’alba di mercoledì 6 maggio, i pressi dell’aeroporto di Baghdad, senza causare vittime.

A riferirlo, fonti dell’esercito iracheno, le quali hanno dichiarato uno stato di allerta nella zona colpita, che vede altresì impegnate le forze aeree irachene in operazioni di monitoraggio. La piattaforma di lancio è stata ritrovata in un’area rurale ad Ovest della capitale, al-Bakriya. L’attacco, al momento, non è stato ancora rivendicato, ma, secondo quanto riportato da media locali, ad essere stata colpita è anche l’ala militare dell’aeroporto, dove sono presenti forze statunitensi appartenenti alla coalizione anti-ISIS.

Sebbene in passato l’Iraq abbia rischiato di divenire un terreno di scontro tra Teheran e Washington, tali tensioni si sono placate nelle ultime settimane, vista altresì la crescente emergenza coronavirus. Tuttavia, gruppi filoiraniani hanno ripetutamente minacciato di colpire le forze statunitensi presenti nel Paese. Inoltre, il 5 maggio, il segretario della Difesa degli Stati Uniti, Mark Esper, ha evidenziato come Teheran continui a destabilizzare la sicurezza della regione mediorientale.

Sin da ottobre 2019, sono almeno 25 gli attacchi contro basi e strutture statunitensi in Iraq, portando Washington a minacciare una ritorsione contro le milizie irachene filoiraniane, con riferimento alle cosiddette Brigate di Hezbollah, ritenute responsabili di diversi attentati. Tra i principali episodi dei mesi scorsi, nelle prime ore del 17 marzo, due missili hanno colpito la base di Besmaya, situata a 60 km a Sud della capitale irachena, che ospita forze spagnole legate alla coalizione anti-ISIS e forze di addestramento NATO. Ancor prima, almeno 10 missili Katyusha hanno colpito, l’11 marzo, una base irachena che ospita soldati della coalizione internazionale anti-ISIS, situata ad al-Taji, a 85 km a Nord della capitale irachena Baghdad. Questo primo attacco ha causato la morte di due soldati statunitensi ed uno britannico, ed il ferimento di altri 12 uomini. Successivamente, la medesima base è stata interessata da un ulteriore attentato, il 14 marzo, che ha causato il ferimento di almeno 2 soldati delle truppe irachene e 3 appartenenti alle forze della coalizione.

L’apice delle tensioni nelle relazioni tra Washington e Teheran è stato raggiunto con la morte del generale a capo della Quds Force, Qassem Soleimani, e del vice comandante delle Forze di mobilitazione Popolare, Abu Mahdi al-Muhandis, uccisi il 3 gennaio scorso a seguito di un raid ordinato dal capo della Casa Bianca, Donald Trump, contro l’aeroporto internazionale di Baghdad. In tale quadro, fonti militari irachene e statunitensi hanno rivelato che gli USA hanno dispiegato una batteria di missili Patriot presso la base di Ain al-Assad, la stessa che, l’8 gennaio scorso, era stata oggetto di un attacco condotto dalle forze iraniane del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC).

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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