Intelligence sudcoreana: nessun indizio su interventi per Kim Jong Un

Pubblicato il 6 maggio 2020 alle 11:20 in Asia Corea del Nord Corea del Sud

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Il capo dell’agenzia d’intelligence della Corea del Sud, Suh Hoon, ha reso noto che non ci sono indizi che suggeriscano che il leader nordcoreano, Kim Jong Un, abbia subito un intervento al cuore.

L’agenzia d’intelligence sudcoreana ha tenuto un incontro con una commissione parlamentare, il 6 maggio, e in tale occasione ha riferito che il leader nordcoreano è apparso in pubblico 17 volte nel 2020. Secondo quanto riferisce il quotidiano Al-Jazeera English, che cita i dati forniti da un rapporto dell’agenzia di stampa sudcoreana Yonhap, si tratta del numero più basso di presenze degli ultimi anni. Kim Jong Un, di solito, registra una media di 50 apparizioni pubbliche in questo periodo dell’anno. Tuttavia, il calo del numero è probabilmente il risultato della pandemia di COVID-19.

Le notizie dell’intelligence sudcoreana, inoltre, smentiscono una serie di voci circolate sul leader supremo di Pyongyang. I sospetti sulla salute di Kim Jong Un sono iniziati lo scorso 15 aprile, quando non ha partecipato alle celebrazioni per il “Giorno del Sole”, la commemorazione del compleanno di suo nonno, Kim II Sung, ritenuto il fondatore della Corea del Nord. Quest’ultimo guidò la Nazione dopo la sua divisione dal Sud alla fine del dominio imperiale giapponese sulla penisola, avvenuta il 15 agosto 1945. Il 15 aprile, tutti i più alti funzionari del Paese hanno visitato il Palazzo del Sole di Kumsusan per rendergli omaggio, ad eccezione di Kim Jong Un e della sorella. Ciò ha destato grande attenzione e sospetto da parte di vari attori internazionali in quanto, dalla sua ascesa al potere nel 2011, si è trattato della prima assenza del leader di Pyongyang a tale ricorrenza.

Alla luce della mancanza di Kim Jong Un dalla scena pubblica, lo scorso 21 aprile, alcuni media Sud-coreani avevano riferito che il leader era stato sottoposto ad un intervento di chirurgia cardiovascolare, mentre la CNN aveva parlato di uno stato di “grave pericolo di vita”. Il 25 aprile, poi, Reuters aveva diffuso la notizia secondo la quale la Repubblica Popolare Cinese (RPC) avrebbe inviato un team di medici nel Paese per visitare Kim. Successivamente, il 28 aprile, sono state diffuse alcune immagini satellitari che mostravano spostamenti delle barche del leader Nord-coreano verso l’area di Wonsan, dove altre immagini avevano già ritratto il suo treno personale in una stazione riservata alla sua villa in tale città.

A tal proposito è stato ipotizzato Kim Jong Un fosse in tale residenza per evitare l’esposizione al coronavirus. In seguito alla notizia del 2 maggio, il presidente americano, Donald Trump, ha preferito non commentare l’accaduto con la stampa, affermando che si pronuncerà nel momento più appropriato. Tuttavia, il 2 maggio, il leader supremo è nuovamente comparso in pubblico e ha partecipato all’inaugurazione di una fabbrica di fertilizzanti nella città di Sunchon. La presenza di Kim Jong Un all’inaugurazione della fabbrica, oltre a smentire le voci sul suo precario stato di salute, ha allarmato gli studiosi in ambito nucleare, in quanto potrebbe indicare il proseguire del processo nascosto di arricchimento dell’uranio da parte del Paese. 

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Maria Grazia Rutigliano 

di Redazione

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