Taiwan: l’OMS deve “opporsi” al controllo cinese

Pubblicato il 5 maggio 2020 alle 11:02 in Cina Taiwan

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Il Ministero degli Esteri di Taiwan ha dichiarato che solo il governo democraticamente eletto dell’isola può rappresentare il suo popolo, non la Cina, e ha invitato l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) a “opporsi” al controllo di Pechino, durante la pandemia di coronavirus.

L’esclusione di Taiwan dall’OMS è una conseguenza delle obiezioni della Cina, che considera l’isola una delle sue province, ed è causa di rabbia per i rappresentanti di Taipei. Questi affermano che tale situazione ha creato un pericoloso divario nella lotta globale contro il coronavirus. Taiwan ha fatto pressioni per partecipare, in qualità di osservatore, alla riunione di maggio dell’organo decisionale dell’OMS, l’Assemblea Mondiale della Sanità (WHA), anche se fonti governative e diplomatiche sostengono che la Cina bloccherà la proposta di Taipei.

Parlando dalla capitale, la portavoce del Ministero degli Esteri di Taiwan, Joanne Ou, ha affermato che “solo il governo di Taiwan eletto democraticamente può rappresentare i 23 milioni di persone di Taiwan nella comunità internazionale”. L’OMS dovrebbe “respingere il controllo del governo cinese” e lasciare che Taiwan partecipi pienamente alla lotta contro il virus. “Non lasciate che le interferenze politiche improprie della Cina diventino un ostacolo per impedire la lotta unita del mondo contro il virus”, ha aggiunto.

Taiwan ha accusato Pechino di impedire all’isola di accedere alle informazioni complete fornite dall’Organizzazione Mondiale della Sanità OMS, impedendogli di partecipare alle sue riunioni, in un momento di tale emergenza. Tuttavia, in una piccola vittoria diplomatica per Taiwan, l’OMS aveva affermato che gli esperti dell’isola avrebbero potuto prendere parte a incontri online con altri medici, per discutere del virus. Il Ministero degli Esteri di Taiwan aveva dichiarato, il 9 febbraio, che si trattava di un “buon inizio”. 

Tale questione si era trasformata in un problema anche nei rapporti tra Cina e Stati Uniti, con l’ambasciatore USA presso le Nazioni Unite che, durante un incontro a Ginevra, aveva chiesto all’OMS di trattare direttamente con il governo di Taiwan, suscitando un forte rimprovero da parte della Cina. L’ambasciatore degli Stati Uniti a Taiwan, Brent Christensen, il 17 gennaio, durante un forum a Taipei, aveva affermato che gli Stati Uniti, nel 2020, cercheranno di promuovere ulteriormente la questione di Taiwan nel mondo, cosa che l’isola ha numerose difficoltà a fare autonomamente a causa del blocco della sua partecipazione nella maggior parte delle organizzazioni internazionali. “Gli Stati Uniti e Taiwan sono membri della stessa famiglia di democrazie”, aveva aggiunto l’ambasciatore.

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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