Soldato francese muore dopo un’operazione militare in Mali

Pubblicato il 5 maggio 2020 alle 13:58 in Francia Mali

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Un soldato della legione straniera francese è morto in un ospedale militare vicino Parigi dopo essere stato ferito in un’esplosione in Mali durante un’operazione contro i gruppi terroristici della regione. Luomo era il brigadiere Dmytro Martynyouk, del primo reggimento di cavalleria straniera, ed era rimasto gravemente ferito in unoffensiva armata condotta il 23 aprile nel Paese africano. Durante lattacco, un dispositivo improvvisato era esploso lasciando diversi feriti sul campo.

La Francia possiede circa 5.100 soldati in Mali e, in generale, nella più ampia regione del Sahel. Il 2 febbraio, Parigi aveva rafforzato la propria presenza militare nellarea, inviando un totale di 600 truppe in più a sostegno del contingente di 4.500 uomini facenti parte della cosiddetta Operazione Barkhane. Il cuore della missione si svolge nella zona di confine tra Mali, Burkina Faso e Niger. Il rinforzo è mirato a consentire di aumentare la pressione contro lo Stato Islamico nel Grande Sahara. “Non lasceremo spazio a coloro che vogliono destabilizzare il Sahel”, aveva affermato il ministro della Difesa francese, Florence Parly riferendosi ai gruppi jihadisti africani legati all’ISIS. “Una parte di questi sforzi sarà poi direttamente impiegata nell’ambito della forza del G5 Sahel, in modo da supportarla nella lotta al terrorismo”, aveva aggiunto il ministro di Parigi. Il G5 Sahel è una task force internazionale antiterrorismo creata nel febbraio 2017 da Mali, Niger, Burkina Faso, Ciad e Mauritania con lo scopo di sconfiggere i gruppi armati attivi nell’Africa Nordoccidentale e contrastare lo sviluppo dell’estremismo violento. Il contingente lavora a stretto contatto con la forza francese presente in Mali dall’agosto 2014. Oltre ai 600 uomini, la Francia ha inviato anche 100 carri armati nella regione per fornire supporto alle operazioni di terra. Ad oggi, Parigi ha perso circa 41 soldati durante la sua missione di addestramento delle forze locali e lotta al terrorismo.

Nel novembre 2019, la Francia ha subito la sua peggior perdita nel Paese africano. Il 25 novembre, durante un’operazione contro i militanti jihadisti in Mali, 2 elicotteri dell’aviazione francese sono entrati in collisione e si sono scontrati, lasciando morti tutti e 13 i soldati che si trovavano a bordo. L’ISIS in the Greater Sahara aveva rivendicato la responsabilità dell’incidente ma nessuna prova effettiva ha dimostrato il coinvolgimento dell’organizzazione nella collisione tra i due elicotteri francesi. In particolare, il capo di stato maggiore di Parigi, il generale Francois Lecointre, aveva fermamente respinto la rivendicazione e aveva affermato che nessun colpo era stato sparato contro i velivoli. 

La forza francese Barkhane coopera dal 2014 con le forze maliane, per cercare di eliminare gli elementi terroristici nel Mali settentrionale e centrale, in particolare Jama’at Nusrat al-Islam wal-Muslimin (JNIM), il gruppo che si è formato dalla branca del Sahara di al-Qaida nel Maghreb islamico (AQIM), al-Murabitoun, Ansar al-Dine e il Fronte di liberazione della Macina. Da giugno 2018, sono aumentati anche gli scontri tra i gruppi terroristici, come Al-Qaeda nel Maghreb Islamico (AQIM), e la task force internazionale antiterrorismo del G5 Sahel.

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Chiara Gentili

di Redazione

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