Siria: contrastato presunto attacco israeliano, il secondo in una settimana

Pubblicato il 5 maggio 2020 alle 9:01 in Israele Siria

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Le forze di difesa aerea siriana hanno dichiarato di aver contrastato un attacco missilistico, presumibilmente condotto da Israele, contro un centro di ricerca e una base militare nel Nord di Aleppo.

La notizia è stata riportata da fonti media ufficiali siriane nella notte tra il 4 ed il 5 maggio. Si tratta del secondo episodio di tal tipo in meno di una settimana, e si presume che l’obiettivo sia stato nuovamente rappresentato dalle postazioni delle milizie filo-iraniane presenti nel Paese. Secondo quanto specificato dalle forze siriane, i missili hanno compito depositi di armi e munizioni situati presso al-Safira, nella periferia Est di Aleppo, causando ingenti danni materiali. In precedenza, la tv di Stato siriana aveva riferito di un raid contro un centro di ricerca situato nella medesima area.

Si tratta del Centro per la Ricerca e gli Studi scientifici, considerato, da alcune fonti di intelligence occidentali e di opposizione, uno dei luoghi in cui la Siria, con il sostegno di ricercatori iraniani, conducono ricerche per la produzione di armi chimiche da utilizzare contro i civili nelle aree controllate dai ribelli. Da parte loro, Damasco e Mosca hanno sempre negato l’impiego di tale tipo di armi nel corso dei nove anni di conflitto.

Gli ultimi episodi simili si sono verificati nella giornata del primo maggio, quando elicotteri israeliani hanno lanciato una serie di missili, dalle alture del Golan, contro obiettivi situati nella Siria meridionale, nei pressi di Quneitra, e in seguito altre esplosioni sono state udite nei pressi della città di Homs, dove l’esercito siriano ha affermato che l’obiettivo dell’attacco è stato un deposito di munizioni e ha provocato alcune vittime civili.

I media siriani hanno evidenziato un aumento degli attacchi contro le milizie appoggiate dall’Iran, mentre secondo una fonte di intelligence operativa nella regione, Israele avrebbe deciso di intensificare le sue incursioni in Siria, in un momento in cui il mondo è occupato ad affrontare l’emergenza dovuta al coronavirus.

Sin dal 2011, Israele ha condotto centinaia di attacchi aerei in Siria, prendendo di mira i suoi principali nemici nella regione mediorientale, ovvero l’Iran, i gruppi palestinesi e l’organizzazione paramilitare libanese Hezbollah, considerati un pericolo per l’integrità dei propri confini territoriali. Sia l’Iran sia Hezbollah appoggiano il presidente siriano, Bashar al-Assad, nella guerra civile in Siria. A tal proposito, Israele si è detto determinato a frenare la crescita della forza militare dell’Iran in Siria, contro cui sarebbe suo diritto continuare a combattere come forma di auto-difesa. In particolare, Teheran starebbe cercando di creare una propria base militare permanente. Gli attacchi aerei israeliani rappresenterebbero altresì un tentativo di colpire i depositi di armi appartenenti ad Hezbollah.

Quest’ultimo si concentra soprattutto presso Sayyidah Zaynab e Mezzeh, a Sud di Damasco. Il gruppo riceve il sostegno dell’Iran, che, a sua volta, utilizzerebbe l’aeroporto della capitale siriana per inviare armi e munizioni. Dopo l’attacco del 27 aprile scorso, il ministro della Difesa israeliano, Naftali Bennett, ha dichiarato pubblicamente ai media israeliani la sua decisione di intensificare la campagna di Tel Aviv contro obiettivi iraniani in Siria. “Non consentiremo più a minacce strategiche esterne di crescere oltre i nostri confini senza agire, continueremo a portare la lotta sul territorio nemico” sono state le sue parole.

La minaccia di uno scontro diretto tra Israele e Iran preoccupa da tempo la Siria, con Tel Aviv che considera Teheran il suo più grande nemico nella regione. Il presidente siriano Assad, dal canto suo, si è detto disposto ad accogliere le forze iraniane, alla luce delle vittorie raggiunte grazie a Mosca e Teheran nella cornice del conflitto siriano, scoppiato il 15 marzo 2011 e ancora in corso.  Al momento, i gruppi armati appoggiati dall’Iran, e guidati da Hezbollah, sono riusciti a prendere il controllo di vaste aree della Siria orientale e meridionale, così come di diversi sobborghi della capitale Damasco. In tale quadro, il 20 aprile, il ministro degli Esteri iraniano, Mohammad Javad Zarif, ha incontrato il presidente Assad a Damasco. Il meeting, secondo alcuni, ha avuto lo scopo di ribadire il sostegno di Teheran al regime siriano.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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