Presidente dell’Eritrea in visita in Etiopia

Pubblicato il 5 maggio 2020 alle 19:33 in Eritrea Etiopia

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Il presidente eritreo Isaias Afewerki ha concluso oggi, martedì 5 maggio, una visita ufficiale in Etiopia della durata di due giorni. Il leader di Asmara, accompagnato dal ministro degli Esteri Osman Saleh e dal consigliere presidenziale Yamane Ghebreab, è stato ricevuto ad Addis Abeba dal primo ministro etiope Abiy Ahmed. I due hanno discusso dei modi per rafforzare la cooperazione nell’ambito della lotta contro la pandemia di coronavirus e in altri settori di interesse strategico per entrambi i Paesi. Afwerki ha poi presieduto l’inaugurazione di un progetto di irrigazione nella regione di Oromia. Il Batu Dugda ha attualmente una capacità di sviluppo di 2.000 ettari di terreno con un potenziale di sviluppo di 15.000 ettari fino al completamento dei suoi lavori di espansione. Alla cerimonia erano presenti anche il presidente dello Stato regionale di Oromia Shemelis Abdissa e l’ex primo ministro etiope Hailemariam Dessalegn.

Rispetto a lCOVID-19, i due Paesi hanno registrato tassi di infezione relativamente bassi nella regione del Corno d’Africa. Mentre l’Etiopia sta guidando le richieste di riduzione del debito internazionale e sostenendo gli sforzi contro il virus, l’Eritrea sta raccogliendo fondi, nazionali e internazionali, per combattere la pandemia.

Le relazioni bilaterali tra Etiopia ed Eritrea sono cresciute negli ultimi due anni, anche se gli analisti ritengono che gli sforzi di riappacificazione debbano essere ulteriormente rafforzati. I due Paesi, in guerra dal maggio 1998, hanno riallacciato i rapporti a partire dal 9 luglio scorso, data della firma di una dichiarazione congiunta di pace ed amicizia da parte del premier etiope Abiy e di Afwerki, ad Asmara. Successivamente, il 16 settembre, i due si sono incontrati nuovamente a Gedda, in Arabia Saudita, per firmare il secondo accordo di pace, alla presenza del sovrano saudita, re Salman, del principe ereditario, Mohammed bin Salman, e del segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres.

Il conflitto tra Etiopia ed Eritrea era scoppiato per via della demarcazione dei propri confini. Nonostante l’accordo di Algeri, firmato il 12 dicembre del 2000, periodici scontri si erano verificati in seguito al rifiuto dell’Etiopia di accettare la sentenza della Commissione per la delimitazione dei confini sostenuta dall’ONU. Tale sentenza aveva stabilito che la città di Badme, alla frontiera tra i due Stati, dovesse essere ceduta all’Eritrea. Tuttavia, l’Etiopia si era sempre rifiutata di accettare questa condizione. Il 6 giugno 2018, con una dichiarazione inaspettata, il premier etiope, Abiy Ahmed, ha reso noto di essere pronto ad accogliere integralmente tutte le decisioni della Commissione, accogliendo di fatto anche la cessione di Badme.

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Chiara Gentili

di Redazione

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