L’Iraq continua nella lotta contro l’ISIS

Pubblicato il 5 maggio 2020 alle 11:11 in Iraq Medio Oriente

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Fonti di sicurezza irachene hanno riferito, martedì 5 maggio, che 4 membri dello Stato Islamico sono stati uccisi dopo un’operazione condotta dalla polizia federale irachena e dalle Forze di Mobilitazione Popolare (PMF) nel Sud del governatorato di Kirkuk, 250 km a Nord di Baghdad.

In particolare, secondo quanto dichiarato dalle fonti, l’operazione di caccia e inseguimento è stata compiuta nelle prime ore del mattino, presso l’area di Wadi al-Shay, ed è da inserirsi in un quadro di maggiore mobilitazione delle forze irachene, di fronte ad una crescente ondata di violenza dell’ISIS che, nelle ultime ore, ha causato la morte di 7 agenti iracheni. Kirkuk è una delle zone che, insieme alle province di Anbar e Salah al-Din, costituiscono il cosiddetto “triangolo della morte”, dove la minaccia terroristica risulta essere maggiore rispetto al resto del Paese. Qui, nelle ultime settimane, gli attacchi terroristici da parte dell’ISIS si sono intensificati e l’obiettivo è stato costituito perlopiù dalle forze armate irachene e dalle PMF.

Tale scenario ha spinto l’apparato di sicurezza iracheno ad intraprendere una nuova operazione, intitolata “Leoni del deserto”, il cui scopo è eliminare i gruppi terroristici ancora presenti nei territori iracheni. Le attività di tale operazione hanno avuto inizio nella mattina del 4 maggio nel governatorato occidentale di Anbar e vedono altresì la partecipazione delle Forze di Mobilitazione Popolare, oltre che di aerei delle forze aeree irachene e dell’esercito. Secondo quanto riferito dal Media Security Cell, “Leoni del Deserto” interesserà nove assi. Il primo risultato è stato rappresentato dall’uccisione di 3 leader dell’ISIS ad Anbar, il 4 maggio.

A tal proposito, un portavoce del comando generale delle forze armate irachene, il maggiore Abdul Karim Khalaf, il 5 maggio, ha affermato che le forze irachene continueranno le operazioni per colpire lo Stato Islamico in diverse aree del Paese, fino al confine con la Siria. Le forze di sicurezza irachene e le PMF, in collaborazione con l’intelligence e con l’aeronautica militare, è stato riferito, sono determinate a distruggere completamente le cellule terroristiche, siano esse infrastrutture o persone, e a salvaguardare le aree maggiormente interessate dalla minaccia terroristica.

L’inizio della presenza dell’ISIS in Iraq risale al 2014. Dopo aver occupato gran parte del territorio iracheno, il 10 giugno di quell’anno l’organizzazione prese anche il controllo di Mosul, seconda città del Paese e principale nucleo urbano caduto in mano ai jihadisti, liberata poi il 10 luglio 2017. Il 9 dicembre 2017, il governo iracheno ha annunciato la vittoria sull’ISIS, dopo tre anni di battaglie. In particolare, è stato il primo ministro dell’Iraq allora in carica, Haider Al-Abadi, a comunicare che l’esercito aveva ripreso il totale controllo del Paese, dopo la riconquista di Rawa, una città ai confini occidentali di Anbar con la Siria, ultimo baluardo del gruppo in Iraq. Tuttavia, da allora, attacchi “mordi e fuggi”, insurrezioni e guerriglie nel territorio dell’Iraq settentrionale continuano. L’obiettivo è minare il governo di Baghdad.

Gli ultimi episodi si sono verificati nella notte tra il 3 ed il 4 maggio in diverse aree del governatorato orientale iracheno di Diyala, causando la morte di membri delle PMF e delle forze tribali. Precedentemente, il 2 maggio, almeno 6 membri delle milizie paramilitari sciite delle Forze di Mobilitazione Popolare hanno perso la vita in un attacco condotto dallo Stato Islamico nei pressi di Samarra, a circa 125 km a Nord della capitale Baghdad. Il 4 maggio, inoltre, due attentatori suicidi dell’ISIS si sono fatti esplodere all’interno di una moschea della provincia di Anbar.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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