Italia, immigrazione: 4 sbarchi in un giorno a Lampedusa

Pubblicato il 5 maggio 2020 alle 20:02 in Immigrazione Italia

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Circa 150 migranti sono approdati a Lampedusa, martedì 5 maggio, in seguito a quattro sbarchi separati. Il primo barcone, con 72 migranti a bordo, è arrivato in mattinata, seguito da un’altra imbarcazione, con 64 migranti. Alcune ore dopo, è sbarcato un terzo barcone, che trasportava circa 10 richiedenti asilo. A fine mattinata, una quarta imbarcazione ha fatto il suo ingresso nel porto dellisola. I migranti, secondo l’agenzia di stampa ANSA, sono stati controllati dallo staff della Protezione Civile sul ponte di Favarolo e le autorità stanno decidendo su dove trasferirli. Lhot-spot di Lampedusa risulta già pieno a causa delle nuove misure di allontanamento sociale.

Il 28 aprile, unaltra nave, con a bordo 100 migranti, è arrivata a Lampedusa. In quell’occasione, il sindaco dellisola, Totò Martello, ha dichiarato che gli sbarchi sono attualmente in corso sull’isola, ma la situazione è inaccettabile, poiché le istituzioni si rifiutano di agire, lasciando le procedure in mano agli ufficiali locali.

Gli sbarchi proseguono nonostante il 7 aprile l’Italia abbia dichiarato che i suoi porti non possono più essere considerati sicuri, a causa della diffusione dell’epidemia di coronavirus. “Per tutta la durata dell’emergenza sanitaria nazionale causata dalla diffusione del COVID-19, i porti italiani non possono garantire i requisiti necessari per essere definiti e classificati come porti sicuri”, ha dichiarato il decreto governativo. L’emergenza nazionale dovrebbe protrarsi fino al 31 luglio, secondo le disposizioni attuali, ma la scadenza potrebbe essere estesa. La norma, nello specifico, riguarda “i casi di soccorso effettuati da parte di unità navali battenti bandiera straniera al di fuori dell’area SAR (ricerca e soccorso) italiana”. In precedenza, il primo aprile, il Ministero degli Interni italiano aveva emesso una dichiarazione ufficiale in cui invitava i centri a garantire che tutti i migranti rimanessero nelle strutture assegnate, al fine di contenere la diffusione del virus.

Il Ministero ha ricordato le procedure necessarie che devono essere seguite quando arrivano i migranti. Più in dettaglio, dopo lo sbarco, i richiedenti asilo devono essere controllati dallo staff sanitario che deve verificare l’eventuale infezione. Quindi, devono essere messi in quarantena per 14 giorni, dopodiché possono essere trasferiti in un’altra struttura. Infine, il Ministero ha ricordato che i volontari e il personale delle strutture hanno il compito di informare i migranti sui rischi che emergono dalla diffusione del nuovo coronavirus e su come prevenire il contagio.

Per quanto riguarda il caso specifico dell’Italia, dal primo gennaio al 28 aprile 2020, sono sbarcati 3.365 migranti, contro i 667 dello stesso periodo del 2019. Le prime cinque nazionalità degli stranieri sono bangladese, ivoriana, sudanese, algerina e marocchina. Il numero dei minori stranieri non accompagnati, dall’inizio dell’anno, ammonta invece a 587.

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Chiara Gentili

di Redazione

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