Bosnia: no all’ingresso di un convoglio di aiuti dalla Russia

Pubblicato il 5 maggio 2020 alle 12:45 in Balcani Russia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

La troika presidenziale della Bosnia ha negato l’ingresso nel Paese a una squadra medica militare proveniente dalla Russia, precedentemente invitata per ricevere aiuto nel contrasto al coronavirus. 

Nello specifico, secondo quanto rivelato dal Sarajevo Times, lunedì 4 maggio, l’Ambasciata della Russia in Bosnia aveva richiesto, lo scorso 30 aprile, il permesso per far entrare 24 operatori sanitari e cinque veicoli militari utilizzati per le operazioni di decontaminazione e sanificazione che, come richiesto dal presidente della Camera bosniaca, giungevano in supporto dell’ospedale di Mostar. 

La richiesta era stata portata all’attenzione del Ministero dell’Interno bosniaco da parte del ministro degli Esteri, Bisera Turkovic. Non appena messo al corrente della situazione, il ministro dell’Interno, Fahrudin Radoncicaveva avuto un colloquio con il suo collega della Difesa, Sifet Podzicdurante il quale i due, entrambi contrari all’ingresso del convoglio, avevano deciso di inoltrare la richiesta alla troika presidenziale. Nel comunicare al ministro degli Esteri quanto deciso, Turkovic aveva specificato di non aver interferito con la decisione di Podzic in quanto proibito dalla legge.  

Una volta al corrente della richiesta dell’Ambasciata russa, uno dei membri della troika presidenziale bosniaca, Zaljko Komsicaveva dichiarato di essere contrario all’ingresso del convoglio russo, in quanto “non necessario” e alla luce del fatto che il team proveniente dalla Russia fosse giunto per portare avanti, “nel linguaggio militare e dell’intelligence, cosiddette attività speciali e psicologiche”. In aggiunta, Komsic aveva dichiarato di ritenere che vi siano nel Paese aziende e squadre militari bosniache in grado di condurre attività di sanificazione in maniera più veloce e più efficiente e che, alla luce di ciò, sorgevano dubbi “sulla vera finalità dell’invito inoltrato al convoglio militare russo”. 

In seguito a tali dichiarazioni, l’Ambasciata russa in Bosnia ed Erzegovina ha rilasciato, lunedì 4 aprile, un comunicato ufficiale, nel quale ha annunciato di seguire con alcune riserve le decisioni dei vertici bosniaci. In particolare, l’ambasciata ha dichiarato di non poter reagire diversamente, dato che la questione degli aiuti umanitari verso chi ne ha bisogno “è diventata vittima delle contraddizioni politiche”. In tale quadro, ha dichiarato l’ambasciata, “la politica porta al detrimento dei cittadini, della loro salute e del loro benessere”.  

In aggiunta, la rappresentanza diplomatica russa ha sottolineato che le stesse figure che hanno deciso di negare l’ingresso del convoglio nel Paese avevano, all’inizio della pandemia, criticato gli aiuti che la Russia aveva fornito alla Repubblica federale serba della Bosnia, la Republika Srpska, dichiarando che tutto il Paese aveva necessità di aiuti, indipendentemente dalla loro provenienza.  

In risposta alle accuse sul reale scopo dell’invio del convoglio militare, inoltre, l’Ambasciata ha dichiarato che tali teorie sono “infondate e malevoli” e che, per tale ragione, minano alla solidità delle relazioni amichevoli che vi sono tra i due Paesi, le quali sono state anche apprezzate “da chi si fa ora promotore di tali costruzioni”. In tale contesto, la rappresentanza diplomatica ha sottolineato di non voler imporre il proprio punto di vista, ma di considerare in modo positivo un eventuale cambiamento di parere da parte dei vertici bosniaci, consentendo così al convoglio di portare avanti le proprie attività, “cioè salvare vite, a prescindere da entità, provenienza etnica e gusti personali”. 

Leggi Sicurezza Internazionale, il solo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale  

Jasmine Ceremigna 

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.