Balcani: la Bulgaria può frenare l’integrazione in UE di Skopje

Pubblicato il 5 maggio 2020 alle 16:46 in Bulgaria Macedonia

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Andrey Kovatchev, capogruppo del Parlamento europeo del partito del premier bulgaro, Boyko Borissov, ha dichiarato che Sofia potrà porre il veto sui negoziati di adesione all’UE della Macedonia in caso di mancato progresso da parte del comitato misto incaricato di stabilire la storia comune dei due Paesi. 

Tale comitato, composto da storici macedoni e bulgari, era stato istituito con la firma del Trattato sul buon Vicinato, avvenuta in Macedonia l’1 agosto 2017, il quale dava il via a un processo di ricostruzione della storia comune dei due Paesi. Attualmente, secondo quanto rivelato da EurActiv, il comitato ha trovato un accordo sulla ricostruzione della storia medievale, ma i lavori sono fermi a causa di una disputa sulla figura di Gotse Delchevun rivoluzionario che all’inizio del 20esimo secolo aveva combattuto per l’indipendenza della Macedonia dall’Impero Ottomano. La disputa riguarda l’origine di Delchev, dato che alcuni sostengono fosse bulgaro, mentre sui testi storici della Yugoslavia il rivoluzionario viene descritto come macedone.  

Da parte sua, la Macedonia ha dichiarato che i lavori del comitato sono fermi a causa del rinvio delle elezioni legislative, posticipate a causa del coronavirus. Tuttavia, EurActiv sottolinea che il comitato non si riunisce dallo scorso dicembre.  

Attualmente, non è ancora stata decisa una data per l’effettivo inizio dei negoziati di adesione della Macedonia del Nord, ma secondo Kovachev, la Commissione europea ha il mese di giugno come scadenza. Successivamente, si dovrà tenere un vertice del Consiglio europeo, con tutti gli Stati Membri dell’UE, probabilmente nel corso della Presidenza tedesca, la quale inizierà il prossimo luglio, dove è richiesta l’unanimità per l’effettivo inizio dei negoziati. È in tale occasione che, secondo Kovatchev, la Bulgaria potrà frenare il percorso europeo della Macedonia del Nord.  

Tale questione è stata sollevata a un giorno di distanza dal summit di Zagabria, il quale date le circostanze si terrà in videoconferenza, tra i 27 Stati membri dell’UE e i Paesi dei Balcani occidentali, ovvero Serbia, Montenegro, Albania, Macedonia del Nord, Bosnia ed Erzegovina e Kosovo. 

Secondo quanto dichiarato da un alto funzionario del Consiglio europeo alla vigilia del vertice, nella bozza della dichiarazione finale del Summit, ottenuta in anteprima da EurActiv, un intero paragrafo sarà dedicato alla disputa tra la Macedonia del Nord e la Bulgaria. In particolare, nel documento si richiede a Skopje di implementare a pieno quanto previsto dall’Accordo di Prespa con la Grecia, il quale regolamenta il nome del Paese, e il Trattato di Buon Vicinato con la Bulgaria.  

Per quanto riguarda la Grecia, le cui relazioni con la Macedonia sono ora stabili, Atene è stata, durante i dieci anni al potere del partito nazionalista VMRO DPMNE guidato da Nikola Gruevski, dal 2006 al 2016, accusata di essere la responsabile dell’allontanamento del futuro europeo di Skopje. Tuttavia, in seguito alla firma dell’Accordo di Prespa, le relazioni tra i due Paesi si sono normalizzate e, alla vigilia delle nuove elezioni in Macedonia, il VMRO DPMNE, in caso di vittoria, potrebbe questa volta sfruttare la disputa con la Bulgaria per identificare un nuovo nemico e impedire l’effettivo ingresso in UE di Skopje.  

Tale approccio, sottolinea EurActiv, è implicitamente sostenuto dalla Serbia, la quale teme che l’ingresso della Macedonia del Nord in UE possa compromettere l’influenza di Belgrado su Skopje che, secondo alcuni diplomatici, è ancora forte.  

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Jasmine Ceremigna 

di Redazione

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